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Roma, 25 ott – Una sentenza che suona come una beffa: la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per il carcere duro al boss mafioso Bernardo Provenzano.
Nel mirino della Corte c’è la decisione da parte dell’Italia di prolungare il regime carcerario del 41 bis a Provenzano dal 23 marzo del 2016 fino alla sua morte. I magistrati italiani avrebbero violato il diritto del boss mafioso a non “essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti”.
Allo stesso tempo però la Corte di Strasburgo ha affermato che la decisione di continuare la detenzione di Provenzano non ha leso i suoi diritti. Insomma, la contestazione è sul merito del 41 bis. Il legale di Provenzano, Rosalba Di Gregorio aveva chiesto da anni la revoca del carcere duro per il suo assistito. L’avvocato aveva presentato due istanze per la revoca negli ultimi anni di vita del boss. Inoltre aveva anche presentato le istanze per una sospensione della pena. Tutte le richieste sono state respinte. E adesso è scattata la sanzione da parte della Corte europea.
Duro il commento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “La Corte Europea di Strasburgo ha ‘condannato’ l’Italia perché tenne in galera col carcere duro il ‘signor’ Provenzano, condannato a 20 ergastoli per decine di omicidi, fino alla sua morte. Ennesima dimostrazione dell’inutilità di questo ennesimo baraccone europeo. Per l’Italia decidono gli Italiani, non altri“.
Insomma, in un modo o nell’altro tra Italia e Ue di questi tempi non corre buon sangue. Ma presto potrebbe scorrerne. Si fa per dire.
Adolfo Spezzaferro

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