Roma, 13 dic – Sul Qatargate l’Ue lancia l’allarme democrazia. Ovvero, il jolly che viene giocato dai dem occidentali quando non si hanno molti argomenti. Del resto, la mazzata è stata fortissima, e sarebbe difficile reagire in modo diverso. Così fa il presidente del Parlamento, Roberta Metsola, riportata da Adnkronos, puntando sostanzialmente sui traditori del sacro verbo di Bruxelles, coloro che starebbero in qualche modo rovinando il suo passo civile e – ovviamente – democratico.

Qatargate, tutto l’imbarazzo delle istituzioni Ue

Metsola parla con toni melodrammatici dei traditori che avrebbero gettato le istituzioni europee nella vergogna, poi cambia verso ed elogia gli irreprensibili servizi che avrebbero scoperto le magagne. Grosso modo, la sintesi della narrazione è questa. Ci tiene poi, la Metsola, a sottolineare le sue “furia”, “rabbia” e “dolore” che però non può far trasparire per non compromettere le indagini, ma assicurando alla stampa “che sono molto presenti”. Così parla il presidente del Parlamento: “Non fatevi ingannare, il Parlamento Europeo, cari colleghi, è sotto attacco”. Poi arriva il jolly: “La nostra società democratica e aperta è sotto attacco. Coloro per i quali la stessa esistenza del Parlamento è una minaccia non si fermeranno davanti a nulla. Questi attori malevoli, legati a Paesi terzi, hanno presuntamente utilizzato come armi Ong, sindacati, individui, assistenti e membri del Parlamento, nello sforzo di sottomettere i nostri processi”.

Non poteva mancare il bene che lotta contro il male

La Metsola prosegue così: “I loro piani maligni sono falliti: i nostri servizi, dei quali sono incredibilmente orgogliosa, hanno lavorato con le autorità giudiziarie per spezzare questa presunta associazione a delinquere”. Infine: “Ci sarà sempre chi pensa che una borsa di soldi vale il rischio, ma quello che è essenziale è che queste persone capiscano che dovranno affrontare tutta la forza della legge, che verranno presi e che i nostri servizi funzionano. Coloro che pensano che l’Europa sia in vendita troveranno questo Parlamento saldamente sulla loro via”. Il politico maltese, insomma, punta a rivendicare l’onestà “imbrattata” di Bruxelles e delle sue istituzioni. Non è escluso che ne sia convinta davvero, e bisogna dirlo, un po’ di tenerezza la suscita. Come susciterebbe tenerezza un bimbo che crede alle favole. Lo spettacolo però, per il momento, è piuttosto misero. Vedremo cosa accadrà.

Alberto Celletti

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