Roma, 27 dic – Per Isabella Rauti è praticamente vietato celebrare il Msi. Nella fattispecie, la nascita del partito che, nel secondo dopoguerra, raccolse tantissimi reduci della Repubblica Sociale Italiana. Ed è esattamente quello il “problema” che sta sullo stomaco a molti. Ovviamente, provenienti dall’universo della sinistra e del Pd.

Isabella Rauti celebra il Msi, la sinistra frigna

Starà anche sullo stomaco il fatto che Isabella Rauti abbia sconfitto alle elezioni nel suo collegio proprio Emanuele Fiano, che sull’antifascismo da teatrino ha praticamente costruito una carriera politica. O quanto meno, è un fatto che di sicuro non funge da deterrente alla solita tendenza piddina a farsi irritare il fegato ogni qualvolta qualcuno celebri qualcosa di diverso dal loro modello impositivo di nazione, società e cultura. E il Movimento sociale italiano, nonostante le sue debolezze e contraddizioni (contestuali al periodo storico) di certo non è affine, soprattutto per la sua cultura politica originaria. La Rauti, dal canto suo, aveva semplicemente scritto: “Oggi voglio ricordare il 26 dicembre di 76 anni fa, quando, a Roma, nasceva il Movimento sociale italiano. Onore ai fondatori e ai militanti missini”.

Ovviamente, si scatena l’inferno. Dal Pd ma anche dal Terzo Polo. Federico Fornaro, dell’ufficio di presidenza del gruppo Pd-Italia democratica e progressista la senatrice avrebbe “tolto anche l’ultimo velo di ipocrisia”, e sarebbe colpevole di aver onorato un partito nato “su iniziativa di esponenti del vecchio regime e della Repubblica Sociale Italiana”. Ovviamente, non mancano i sermoni “sulla Costituzione italiana, vera grande eredità della Resistenza antifascista”. Per Osvaldo Napoli di Azione, invece, l’Msi “aveva un orizzonte di valori e di ideali che erano e sono una minaccia per la democrazia liberale finita soffocata nei vent’ anni di regime fascista”.

La replica della Meloni: “Orgogliosi del nostro simbolo”

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal canto suo, replica. E una volta tanto non chiede scusa. Si concentra sul simbolo del partito, il premier, e dichiara: “È il riconoscimento del percorso fatto da una destra democratica nella nostra storia repubblicana, ne andiamo fieri“.

Alberto Celletti

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3 Commenti

  1. Agli ignorantoni dell’ Asinistra ricordo che la DDT dice :

    In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.

    Il che dignifica 1948 + 5 , dal 1953 qualsiasi FASCISTA poteva votare ed essere
    VOTATO !!!!!

    Tiè !

    Ed il MSI non è mai stato una riedizione del PNF ……

    I BUFFONI che oggi criticano dovrebbero ricordare che l’ MSI fu stampella per molti governi DEMOCRATICI !!!! Altro che movimento antidem come vogliono
    raccontare .

    Per altro , da vecchio MISSINO , criticai tali appoggi a governi atlantisti ma sempre
    con dialettica interna al partito . Solo la puttanata di FIUGGI ci costrinse con dolore
    a lasciare l’ MSI .

  2. Il Msi era trino: sistemico, antisistemico e paraculo. Purtroppo ha trionfato l’ ultimo aspetto.
    Alla I.Rauti si può “perdonare” tutto un po’ come faceva suo padre, ma ad alcuni suoi compagni (sic) di viaggio… no di certo.
    Ma gli altri che c…o ne sanno? Manco sanno più la storia loro…

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