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Roma, 20 set –È caccia all’uomo a Roma, dove un immigrato tunisino ha aggredito, malmenato e cercato di stuprare una barista a Monte Mario. La donna si è salvata per un soffio dalla violenza del magrebino, che aveva trascorso la serata nel bar come cliente.
Drammatico il racconto della donna: “Il mio bar è aperto tutta la notte e a una certa ora sono arrivati due uomini sulla trentina, nordafricani. Vestiti bene, niente che non andava”. E infatti la serata è trascorsa tranquilla. I clienti hanno tirato ardi, bevuto, cantato al karaoke. A fine serata, però, quando la donna è rimasta sola uno dei due si è abbassato i pantaloni. La barista, terrorizzata, ha chiesto aiuto all’altro magrebino, pare cugino dello stupratore, che lo porta fuori dal locale. La donna, tira un sospiro di sollievo, convinta di essere riuscita a scongiurare l’aggressione.
A un certo punto, pochi minuti dopo, il tunisino le si ripresenta davanti e la trascina in uno sgabuzzino. Le tira i capelli, quasi le stacca a morsi un dito. Lei urla, chiede aiuto, per implorarlo di lasciarla stare gli ha persino detto di essere incinta. Ma lui niente, ha continuato imperterrito a picchiarla e a dimenarsi sopra di lei. Fino a quando con un ultimo refolo di forza la donna riesce a sferrargli una gomitata che lo stordisce. Quindi un calcio e la lucidità di versare addosso all’uomo un flacone di varechina. Solo così riesce a liberarsi dai tentacoli del suo aggressore e a scappare in strada, dove due giovani la vedono sanguinante e con i vestiti a brandelli e la soccorrono. La donna, una 50enne italiana, viene portata al Policlinico Gemelli e medicata. Il cugino del magrebino, che è testimone del prologo della violenza, si fa aventi e fornisce dettagli utili a incastrare l’aggressore.
Il tunisino, intanto, va verso il bancone e ruba il registratore di cassa, che contiene l’incasso della serata. Poi fugge e fa perdere le sue tracce. Gli investigatori stanno cercando l’uomo nella baraccopoli di Monte Mario, dove la scorsa settimana è stato beccato anche il romeno che ha violentato una badante italiana sotto al Viminale.
Anna Pedri

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2 Commenti

  1. Attenzione, nella accogliente Europa del nord stanno espellendo migliaia di tunisini,dediti a delinquenza varia e spaccio………non vorrei arrivassero tutti da noi in nome di una accoglienza ignobile, ipocrita ed anti italiana……….che Roma sia oramai una latrina indegna, una cloaca lurida,è noto a tutti……… C’è da ripulire il tutto e sporcarsi le mani………per quanto riguarda l’ennesima violenza subita da una donna ci penseranno le femministe e la boldrina a catturare il tunisino……..scordavo,essendo islamico,può fare il cazzo che vuole. Bastardo.

  2. Sostegno alla signora. Grazie al cugino del criminale che ha fatto il suo dovere civico; se arrestano il protagonista della violenza: si spera sia condannato per lesioni gravi, sequestro di persona e violenza carnale e che per almeno dieci anni se ne vada in carcere.

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