Roma, 11 gen – Il commissario Ue all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos incontrerà il governo italiano per “discutere di misure supplementari che possano essere prese per regolare il problema dei ricollocamenti al livello europeo degli immigrati”. Lo ha affermato una portavoce della Commissione europea aggiungendo che “la Commissione europea è sollevata dopo che si è trovata una soluzione per Malta” sui casi delle navi Ong Sea Watch e Sea Eye, “accordo trovato ieri a seguito degli sforzi di coordinamento avviate dal commissario Avramopoulos”.

Lunedì il commissario sarà a Roma per incontrare il premier Giuseppe Conte e poi il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Dal canto suo, il vicepremier anticipa: “Lunedì incontrerò Avramopulos al ministero dell’Interno. Gli dirò che abbiamo abbondantemente fatto il nostro, ora l’Europa faccia il suo. Chiederò la lista di numeri e Paesi” sulla redistribuzione degli arrivi.

La questione ruota intorno ai 447 immigrati fatti sbarcare a luglio a Pozzallo, 270 dei quali andavano divisi tra Spagna, Germania, Francia, Portogallo, Irlanda e Malta. Di questi Paesi però solo la Francia ha preso i 50 che gli erano stati destinati, tutti gli altri solo una parte. In tutto sono stati ricollocati 129 dei 270 promessi. Salvini pertanto chiede a Bruxelles di far rispettare gli accordi.

Tuttavia la strada del dialogo con l’Ue è tutta in salita. Ieri infatti una portavoce della Commissione europea ha ricordato come “dei 220 ricollocamenti promesso molti sono già stati effettuati. C’è un certo numero di casi pendenti che vanno attribuiti a diversi motivi, compresa l’irreperibilità del richiedente e, in un ristretto numero di casi, ragioni di sicurezza”.

Certo, come è già successo per la manovra e per il braccio di ferro che si è consumato con i tecnocrati di Bruxelles fino all’accordo (grazie al dietrofront dell’Italia sul deficit), anche sul fronte sbarchi e ricollocamenti si potrebbe trovare la quadra. Ma il prezzo da pagare per l’Italia è che i porti chiusi di Salvini ogni tanto si aprano.

Non è un caso infatti che la Ue invii il commissario a Roma soltanto dopo che il governo italiano abbia acconsentito ad accogliere una parte degli immigrati rimasti per giorni sulle navi Ong a largo di Malta.

A tal proposito, giunge notizia che la quota di immigrati assegnati all’Italia nell’ambito della distribuzione operata dalle autorità europee saranno ospitati nel centro accoglienza di Scicli (Ragusa), gestito dalla Federazione delle Chiese Evangeliche. A quanto pare saranno una decina, ma non si sa ancora quando e come arriveranno.

Ludovica Colli

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  1. Vedere uomini giovani che abbandonano il proprio paese in massa per recarsi a mendicare ai margini della società dei consumi suscita in me un profondo schifo. Come nazionalista disprezzo profondamente questi sradicati capaci solo di far leva sulla pietà altrui (magari utilizzando donne e bambini cone alibi).

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