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Roma, 29 gen – Sulla nave Ong Sea Watch, battente bandiera olandese, da giorni in acque territoriali italiane con a bordo 47 immigrati irregolari si inasprisce lo scontro tra governo gialloverde e Amsterdam.



Il caso Sea Watch è all’attenzione della Corte europea dei diritti dell’uomo” e “l’Italia ritiene che la giurisdizione appartenga all’Olanda, in quanto Paese di bandiera della nave che ha effettuato il salvataggio in acque internazionali. Pertanto domani (oggi, ndr) l’Italia depositerà una memoria davanti alla Corte, con la quale farà valere la giurisdizione olandese, contestando la propria legittimazione passiva”. E’ l’annuncio in serata con una nota di Palazzo Chigi.

“Già da ora l’Italia si rende disponibile, una volta riconosciuta la giurisdizione olandese, a offrire un corridoio umanitario al fine di consentire un trasferimento dei migranti verso l’Olanda“, si precisa.

“Nel frattempo, abbiamo offerto la nostra totale disponibilità per assistenza in caso di richiesta, mettendo a disposizione due motovedette della guarda costiera e una della guardia di Finanza, che sono nei pressi pronte a intervenire”.

Più secco e diretto il vicepremier Luigi Di Maio che, intervenendo a Quarta Repubblica su Rete 4, ribadisce: “O l’Ue redistribuisce questi 47 o, ancor meglio, l’Olanda se li prende: la bandiera non è una cosa folklorstica, indica che quella barca è Olanda“.
Siamo pronti a un incidente diplomatico con l’Olanda: è tempo che rialziamo la testa e ci facciamo sentire”, assicura il capo politico del M5S.

Anche perché come sono andati i fatti è ormai chiaro. La Ong voleva lo scontro con l’Italia. “Si conferma la temeraria condotta della Sea Watch che, in condizioni di mare mosso, anziché trovare riparo sulla costa tunisina distante circa 40 miglia, universalmente considerata porto sicuro, si è avventurata in una traversata di centinaia di miglia mettendo a rischio l’incolumità dei migranti a bordo“, sottolinea la nota di Palazzo Chigi che aggiunge: “Rimane un quesito, l’obiettivo della Sea Watch era salvare i naufraghi oppure creare un caso internazionale richiamando l’attenzione dei mass media?”.

La sceneggiata del Pd

Ieri intanto il segretario del Pd, Maurizio Martina, e il presidente del partito, Matteo Orfini, ieri sono saliti a bordo della Sea Watch, per la consueta passerella mediatica immigrazionista. La Prefettura di Siracusa ha autorizzato una delegazione del Pd a salire dopo un’ordinanza che ha interdetto alla navigazione lo specchio d’acqua per un raggio di mezzo miglio intorno alla nave, per ragioni di ordine e sanità pubblica.

I piddini annunciano che vogliono denunciare Salvini come per la Diciotti. Successivamente Orfini ha fatto sapere via Twitter che con Martina sono “indagati per essere saliti sulla nave”.

Sulla Sea Watch, ci tengo a ribadirlo, non ci sono donne e bambini. Queste persone non devono essere messe in mano agli scafisti che sono i veri delinquenti”, chiarisce il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Al Pd rispondiamo col sorriso: a sinistra non hanno niente di meglio da fare che affittare gommoni per solidarizzare con i clandestini e denunciare il ministro dell’Interno. Io non mollo”, dice ancora il leader della Lega.

Insomma, il governo gialloverde non molla: porti chiusi per le Ong. Ora non resta che aspettare una reazione del governo olandese.

Adolfo Spezzaferro



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