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Torino, 6 nov – Chiara Appendino è ufficialmente indagata. C’è infatti anche il sindaco pentastellato di Torino, insieme al Questore Angelo Sanna, tra i destinatari degli avvisi di garanzia in merito ai tragici fatti di piazza San Carlo del giugno scorso. A carico del primo cittadino della città della Mole le ipotesi di reato per omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo.



Tra gli indagati ci sono anche l’ex capo di gabinetto del Comune Paolo Giordana, la dirigente comunale Chiara Bobbio, responsabile eventi dei cosiddetti “soggetti terzi”, il capo di gabinetto della questura, Michele Mollo, e il commissario di polizia Angelo Bonzano che la sera del 3 giugno aveva delle responsabilità di ordine pubblico. Questi nomi si aggiungono agli altri due indagati, Maurizio Montagnese e Danilo Bessone, presidente e dirigente di Turismo Torino, l’agenzia del Comune che si occupò dell’organizzazione dell’evento in piazza. Per tutti l’invito è quello di comparire in Procura per un interrogatorio.

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Massima collaborazione con gli inquirenti” promette la Appendino in una nota diramata dopo aver ricevuto la notifica dell’avviso di garanzia, nella quale dà la conferma di essere indagata. Secondo la sindaca grillina, infatti, “è interesse di tutta la cittadinanza che vengano ricostruiti i fatti e definite le responsabilità di ognuno”. Le cause reali non sono state ancora stabilite ma di certo c’è che molti punti della circolare con le linee guida da adottare in occasione dei grandi eventi diffusa dal capo della polizia Franco Gabrielli dopo l’attentato di Manchester, che avvenne pochi giorni prima di quella tragica notte, sono stati disattesi. La notte della finale di Champions League in piazza San Carlo una donna morì e 1500 persone rimasero ferite. Tra loro in 315 hanno querelato il Comune.

Ora che gli avvisi di garanzia di cui nei giorni scorsi si era anticipato l’invio sono stati consegnati, il Codacons si dice soddisfatto e invita quanti la sera del 3 giugno scorso, in occasione della partita della Juventus per la finale di Champions League, erano in piazza San Carlo a chiedere un risarcimento perché si tratta di “Utenti che hanno il diritto ad essere risarciti per quanto avvenuto e che possono avviare grazie al Codacons l’iter per ottenere il giusto indennizzo, costituendosi parte offesa nell’inchiesta della Procura”.

Anna Pedri

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