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Lancia la sfida e poi scappa: Di Maio annulla il confronto con Renzi

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Roma, 6 nov – Riuscire a farsi dare del coniglio da quelli del Pd, far sembrare Renzi un galantuomo. L’impresa riuscita a Luigi Di Maio non è da poco. Del resto lanciare il guanto di sfida per un confronto televisivo, scegliere anche il luogo e l’orario, ritrattando tutto il giorno prima, è un atteggiamento che suona inaccettabile anche di questi tempi, dove la galanteria non è sicuramente di moda. Il “capo” politico del Movimento 5 Stelle aveva lanciato la sfida a Renzi il 2 novembre su Twitter con queste parole: “Non è una fake news, Renzi ha un accordo con Berlusconi per spartirsi la Sicilia e l’Italia. Voglio un confronto dopo il 5 novembre, ci stai?”, aveva twittato Di Maio taggando il segretario del Pd, che aveva risposto: “Accetto la sfida, mi va bene martedì 7 novembre, scegli tu la rete televisiva, io ci sono”. Il candidato premier 5 Stelle aveva chiuso la discussione con “va bene martedì 7, facciamo da Floris che è la trasmissione più vista”.
Oggi invece arriva l’inaspettato dietrofront di Di Maio, spiegato così in un post di Facebook: “Avevo chiesto il confronto con Renzi qualche giorno fa, quando lui era il candidato premier di quella parte politica. Il terremoto del voto in Sicilia ha completamente cambiato questa prospettiva. Mi confronterò con la persona che sarà indicata come candidato premier da quel partito o quella coalizione”. Un ripensamento che non è piaciuto nemmeno ai fan di Di Maio, che nei commenti al post viene accusato di “paura” e “mancanza di coerenza”. Non è dato sapere come siano andate realmente le cose, se la sceneggiata era stata tutta già programmata in partenza, oppure se in caso di vittoria 5 Stelle in Sicilia invece il confronto si sarebbe tenuto. Non è da escludere nemmeno una tirata d’orecchie da parte di Grillo e Casaleggio, non sicuri delle capacità di “luigino” di reggere botta ad un faccia a faccia con Renzi.
 

Quello che è certo è che Di Maio non è nuovo a questo tipo di atteggiamento, visto che in passato aveva già dato buca all’ultimo secondo: capitò con Politics di Gianluca Semprini e con Servizio Pubblico di Michele Santoro. Del resto fino adesso il Movimento 5 Stelle ha sempre funzionato in “negativo”, mantenendosi a debita distanza dalla “politica”, in tutti i sensi, sia per marcare una distanza con la vecchia classe politica, ma anche per evitare di parlare di contenuti, che in un movimento di protesta puro o si riassumono in “tutti a casa” e “honestà”, o quando va meglio sono contraddittori e/o variabili a seconda dei giorni e dell’aria che tira in termini di consenso.



Renzi non ha preso bene il forfait di Di Maio, che dopo le batoste elettorali in Sicilia e ad Ostia ha urgente bisogno di occasioni per rilanciarsi: “Oggi Di Maio scappa. Mi spiace pensare che gli italiani rischino di essere guidati da un leader che è senza coraggio. Che ha paura di confrontarsi. Che inventa scuse ridicole. Se un leader che vuole governare l’Italia ha paura di uno studio televisivo, semplicemente non è un leader. Io ci sarò lo stesso e risponderò su tutto, dalla Sicilia alle tasse, dai vaccini alle banche, dall’economia alla politica estera. Se Di Maio ha un sussulto di dignità lo aspettiamo in studio”.

Anche Enrico Mentana, durante l’edizione di oggi del Tg di La7 critica la rinuncia di Di Maio. “Scelta infelice. Non si fa così, qualsiasi atto di questo tipo può essere letto o come eccesso di presunzione o eccesso di paura”. Nella bagarre prova allora a inserirsi il centrodestra, forte dei buoni risultati elettorali di ieri, con Giorgia Meloni che, proprio in collegamento con Mentana, dice: “Visto che Di Maio dice che vuole confrontarsi con chi vince, può fare un faccia a faccia con me”.

Davide Romano



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