Roma, 30 mar – Sull’utero in affitto Eugenia Roccella chiude a qualsiasi confronto sedicente “democratico”, come riporta l’Ansa. Le richieste “dei sindaci” (definiti in  termini generici dalla stampa mainstream ma in realtà tutti orbitanti intorno alla sinistra o al Pd) di incontro con il ministro della Famiglia vengono respinte. Mostrando la prima e forse finora unica reazione dell’esecutivo alle pressioni provenienti dall’universo del Nazareno e dei suoi soci.

Utero in affitto, il no di Roccella all’incontro coi sindaci di sinistra

Si esprime in modo netto, Roccella. E dice chiaro e tondo quale sia il punto: “Non c’è un confronto da fare. Ci sono leggi e una sentenza precisa. I sindaci sanno quello che possono e che non possono fare”. Aggiungendo che “è qualcosa che decidono loro sapendo che c’è una sentenza che non applicano. Non c’è qualcosa da contrattare”.

Qual è la sentenza? Quella della Corte di Cassazione risalente al 30 dicembre scorso, con la quale il tribunale afferma che non ci possano essere automatisminella trascrizione di atti di nascita di bambini generati con l’utero in affitto all’estero. Ribadendo che il genitore sia solo quello biologico. Insomma, se volete comprare bambini “sfornati” da donne a pagamento fuori dall’Italia, poi non pensiate di farli riconoscere qui, come in tanti in passato hanno fatto ad unico scopo: scavalcare la legislazione e imporre una situazione di fatto. Tanto è che la Roccella aggiunge: “I sindaci non stanno protestando contro la circolare Piantedosi ma contro la sentenza della Cassazione. Quindi dovrebbero avere casomai un dialogo con il presidente delle sezioni unite. C’è una sentenza molto precisa che dice determinate cose”.

Finalmente una reazione

Aggiunge poi Roccella: “Ma i sindaci hanno letto la sentenza della Cassazione a sezioni unite? Perché quello che forse non è chiaro è che non c’è un contenzioso fra il governo e i primi cittadini che dichiarano di voler trascrivere in automatico gli atti di nascita formati all’estero. Quello contro cui questi sindaci protestano è la pronuncia del massimo organo giurisdizionale dello Stato, che traccia criteri interpretativi chiarissimi”.

Dopo una politica enormemente accomodante perfino sulle questioni etiche, addirittura “collaborazionista” se si pensa alla clinica per il cambio di sesso promossa da Luca Zaia, il governo finalmente prende una posizione contro il democraticismo da teatrino della sinistra. Quella che “chiede confronti” ma solo per imporre e per violare la legge, come sempre avvenuto nelle pratiche non consentite in Italia ma procacciate all’estero (si pensi anche al tema molto più delicato dell’eutanasia). Sarà un caso isolato? Probabile. L’esecutivo debole non diventa forte all’improvviso. Ma è interessante notare la fermezza con cui Roccella ha tenuto il punto su un fatto ovvio che dalla sponda di sua maestà Pd e soci non si calcola minimamente, a meno che le cose non aggradino: la presenza della legge e delle sentenze. In Italia l’utero in affitto è reato. E la sinistra non può scavalcarlo come se nulla fosse, come avvenuto per altri ambiti in passato, puntando sui “cavalli esteri”.

Stelio Fergola

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2 Commenti

  1. E’ il colmo dover pure ricordare ai sinistrati politici nostrani che la camera del lavoro è una ed una sola.

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