Roma, 17 giu – Giuseppe Bungaro a 19 anni è un genio della medicina. Anzi, lo era già quattro anni fa, quando ad appena 15 anni creò uno stent con tessuto pericardico auto espandibile, “che ha una biocompatibilità maggiore rispetto ad altri materiali”. In pratica ha inventato un dispositivo che permette di tenere aperto un vaso cardiaco quando rischia di chiudersi. Sì perché il piccolo genio italiano aveva iniziato a occuparsi di angioplastiche per “interesse personale”. Così, come se fosse un semplicissimo gioco per adolescenti curiosi.

“Avevo un problema di salute, e anche mia cugina. Allora mi sono messo a studiare, da solo. Mi sono imbattuto negli stent e ho letto delle complicanze post-operatorie dei pazienti trattati con angioplastica percutanea. Allora ho pensato a un modo per superare questo ostacolo. Utilizzando dei nuovi materiali, come il tessuto pericardico, si evitano alcune complicanze post-operatorie importanti, quali la dissezione del vaso in cui viene impiantato lo stent o la formazione di uno stato infiammatorio sistemico, perché molte volte il nostro sistema immunitario attacca la protesi perché è in metallo. Inoltre, il paziente con stent in tessuto può essere sottoposto a risonanza magnetica nucleare”. Parole sue, di un ragazzo che per ovvi limiti di età non aveva ancora il diploma.

L’orgoglio di un piccolo genio

Non a caso nel 2018 ha vinto l’European Union Contest for Young Scientists (una sorta di Olimpiadi per scienziati) ed è stato inserito tra le 100 Eccellenze Italiane in quanto giovane talento della medicina. E dire che ancora in una facoltà universitaria neppure ci ha messo piede e il sabato sera lavora in pizzeria per alzare soldi che utilizza per acquistare materiali fondamentali per le sue invenzioni. “Io una cosa così non l’ho mai vista”, ha dichiarato il dottor Luigi Specchia, con il quale collabora in ospedale. Figlio di un operaio dell’Ilva di Taranto, adesso Giuseppe sogna di diventare un chirurgo, ma in realtà è già uno scienziato di alto livello.

Intervistato da Il Fatto Quotidiano, ha messo subito le mani avanti, vista la ricorrente domanda che con tutta probabilità gli viene posta: “No, non andrò all’estero”. Lo scorso 13 marzo Sergio Mattarella lo ha insignito del titolo di Alfiere della Repubblica, ma lui non si esalta né scompone più di tanto. “Tra 10 anni vorrei essere un cardiochirurgo. A volte mi è passata per la mente l’idea di trasferirmi all’estero, di tentare una strada fuori dal mio Paese. Ma poi, alla fine, ho deciso che resterò qui”.

Eugenio Palazzini

2 Commenti

  1. Ma vaffanculo!!Ogni giorno puntualmente da 40 anni a questa parte esce un genio…. un genio che ha scoperto come curare i tumori un genio che ha scoperto il farmaco per il diabete e un genio che ha scoperto l’anuima dei migliori mortacci suoi per fare soldi e gli stro0nzi di italiani ancora abboccano alle nuove diete e cazzate varie di medici senza scrupoli.

  2. Povero illuso, lo voglio vedere poi a scontrarsi con le logiche universitarie e lavorative, quando verra passato davanti da gente incompetente ma piu paraculata.. si si credeteci che restera a servire il sitema

Commenta