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Roma, 29 mar – Di recente, hanno fatto discutere le parole di un veterinario, Enrico Zibellini, che in diretta streaming da Barbara D’Urso a Pomeriggio 5 ha consigliato (qui al minuto 50) di eseguire una disinfezione delle zampe dei cani al rientro dalla consueta passeggiata con materiali disinfettanti molto diluiti, anche a base di candeggina, per non correre il rischio di portare in coronavirus dentro casa. Molte pagine social sono quindi partite all’attacco del veterinario e della D’Urso (davvero incolpevole in realtà), augurando a lui di essere radiato dall’albo e indirizzando alla conduttrice commenti non proprio carini.

Un qui pro quo evitabile

Ascoltando bene le parole del medico, è verosimile che questo si riferisca a prodotti commerciali che effettivamente contengono concentrazioni minime di ipoclorito di sodio. Evidentemente, la forma con cui il concetto è stato espresso non era molto chiara, dando spazio a interpretazioni: c’è chi ha pubblicato sui social immagini di polpastrelli e spazi interdigitali irritati dall’uso di formulazioni casalinghe a base di candeggina, che può risultare ancora più pericolosa se il cane si lecca le zampe inumidite.

I comunicati delle organizzazioni sanitarie

L’ordine dei medici di Savona ha prontamente diramato un comunicato specificando di non utilizzare assolutamente la candeggina, neppure se diluita, per la pulizia post passeggiata. Sul sito del ministero della Salute si consiglia di utilizzare acqua e sapone, assolutamente efficaci, e di ricorrere alla candeggina solo per le classiche faccende domestiche. Tali precisazioni sono doverose, in quanto oggi la comunicazione è spesso superficiale e parimenti veloce.

Le regole da seguire

Dobbiamo quindi attenerci alle classiche procedure, con sapone o con comuni disinfettanti commerciali anche a base di alcool, ma non fare assolutamente esperimenti da piccolo chimico in casa. Inoltre, va tenuto presente che la permanenza del virus su superfici come l’asfalto è bassa, poiché questo si riscalda velocemente al sole e raggiunge temperature superiori a quelle dell’aria.

Anche la pioggia e i raggi solari in sé contribuiscono alla distruzione del microrganismo, e la probabilità che l’animale lo pesti, lo porti in casa e l’uomo lo contragga sono davvero minime. È lo stesso per le nostre scarpe, in sostanza. Non è quindi il caso di allarmarsi: come già specificato in precedenza su questa testata, non c’è alcuna correlazione tra covid-19 e animali domestici.

Francesco Roggiolani – Medico veterinario

4 Commenti

  1. Povere bestie…, bipedi, cioè noi!!
    Per strumenti, superfici si deve disinfettare (studiare il termine) con soluzioni alcoliche abbinate ai quats (composti di ammonio quaternario). Per “tessuti” di essere viventi, ci sono apposite più “rispettose” soluzioni a base alcolica, clorexidina e poco altro… (altro discorso sono le mucose!). Fin che non capiremo il più semplice ed interessante utilizzo dell’ ozono…, in ambito anche domestico. Il cloro, i fenoli, le aldeidi sono da un pezzo prodotti utilizzati solo in campi non a rischio!
    L’ igiene viene applicata grazie a comportamenti anticontaminanti, attività pulenti e detergenti, azioni disinfettanti se è il caso!

  2. La candeggina costa un euro al bidone… amuchina e inutili prodotti simili costano il quadruplo il gioco e’ fatto!!! non credete a tutta la pubblicita’ lo fanno per indirizzarvi su prodotti piu’ costosi. La candeggina e’ il numero uno per contrastare il virus annienta anche il virus sars e coronavirus va saputa usare e’ logico. Ricordate i dentisti cosa spruzzavano nei denti fradici pieni zeppi di germi ? candeggina pura.

    • Pirluscia… l’ ozono costa (!) nulla e la candeggina è dannosa, assai tossica. Studia prima di osare zittire chi non conosci! Quelli che richiami non erano dentisti…, ma cava denti. E tra le conseguenze c’ erano pure dentiere che ballavano… Il cloro viene ancora usato, pur se sconsigliato, solo per le cure canalari. Se ritieni leggiti le schede tecniche e di sicurezza dei disinfettanti seri e poi quella della candeggina!! Il costo poi lo determini al litro che, per le superfici, si può ottenere con diluizioni al 1-2% e scoprirai, se sai far di calcolo, che costa un c…o. Non guardare troppa pubblicità e documentati nei siti professionali.

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