Roma, 12 nov — Su Twitter un profilo fake con spunta blu acquistata a 8 dollari fa crollare la farmaceutica Eli Lilly in borsa. Ancor prima di divenire patron di Twitter, Elon Musk è sempre stato in prima fila contro i bot e i profili falsi, ritenendoli il profondo male oscuro dei social network: ma adesso che Musk è diventato proprietario e principale dirigente di Twitter, le sue idiosincrasie — non erronee considerando il caos che spesso i profili falsi producono — si stanno dimostrando di assai difficile e problematica implementazione.

Musk e il Twitter-feudalesimo

Nelle ultime ore, il social ha dovuto sospendere il progetto di rendere a pagamento la spunta blu, otto dollari su base mensile: secondo Musk, un’idea per spezzare il feudalesimo di cui avrebbe sofferto il social di micro-blogging, diviso tra una ristretta élite di profili muniti di spunta blu, e i plebei, i miliardi di altri profili comuni. Migliaia di bot hanno infatti richiesto la verifica, paralizzando nei fatti il progetto.

La Eli Lilly nei guai per un “fake”

Paradigmatica la vicenda che ha coinvolto il colosso farmaceutico Eli Lilly, finito al centro di un turbine di vendite e a un crollo di borsa. Colpa di un profilo falso, che ha impersonato quello istituzionale della casa farmaceutica, ottenendo la spunta blu grazie alla nuova policy di Musk. Il profilo falso ha quindi twittato che la Eli Lilly avrebbe distribuito insulina gratis. Il tweet è stato condiviso da migliaia di utenti, tratti in inganno dal fatto che il profilo fosse verificato, causando il crollo del valore delle azioni della società, fin quando la Eli Lilly non ha fatto chiarezza con un proprio comunicato ufficiale.

Le più recenti rilevazioni finanziarie parlano, per la società farmaceutica, di un calo dei suoi titoli pari al 4.45%, e il trend tra il 10 e l’11 novembre (periodo del falso annuncio) è in picchiata. «Ci scusiamo con coloro a cui è stato comunicato un messaggio fuorviante da un falso account Lilly. Il nostro account Twitter ufficiale è @LillyPad», ha specificato sempre su twitter la società. Il costo elevato delle sue dosi di insulina era stato al centro di polemiche feroci in passato. Ora resta solo da capire se la società cercherà di rivalersi sulla nuova policy aziendale di Twitter.

La funzione originaria della spunta blu di Twitter

Non c’è alcun dubbio che la vicenda — e altre analoghe, seppur meno clamorose — dimostri quanto spesso grande sia la differenza che intercorre tra una idea e la sua realizzazione pratica. Il badge azzurro di verifica era stato in origine pensato per essere assegnato a istituzioni governative, enti, aziende, celebrità, giornalisti che passavano attraverso una procedura di verifica da parte degli uffici di Twitter: la funzione del badge era quella di evitare impersonificazioni fraudolente e sostituzioni di persona, nei fatti esattamente quanto avvenuto con la Eli Lilly.

Intanto Musk starebbe pensando di correre ai ripari, introducendo il sistema dell’ulteriore certificazione indicata dalla formula «official». In teoria, un escamotage per verificare quanto accaduto con la Eli Lilly ma anche qui è notte fonda: nei test condotti per ora a campione risulterebbe essere stato insignito dell’official «addirittura» un profilo con nome «Gesù Cristo».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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