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Roma, 8 apr – Fedez è sempre più calato nel ruolo di sponsor mediatico del Ddl Zan. Ospita il senatore ideatore del disegno di legge contro l'”omofobia” (ma che in realtà contiene anche tutt’altre regolamentazioni) e battibecca con Simone Pillon, senatore leghista “bestia nera” del mondo Lgbt per la sua strenua battaglia contro una legge liberticida.



Ddl Zan, Fedez ci “spiega”

Il Ddl Zan, o per meglio dire la sua discussione, è stata ieri oggetto di un nuovo rinvio in Parlamento. A questa “tragica” notizia, Fedez aveva annunciato ieri grazie alla “potenza di fuoco” dei suoi canali social che avrebbe spiegato “cosa è successo”. Per Fedez, la vicenda è “tragicomica”. A noi pare tragicomico questo attaccamento al Ddl Zan … il rapper per caso si interroga su quanti – e quali – disegni di legge siano bloccati e perché in Parlamento?

Pillon lo sfotte e lui va nel pallone

A rispondergli, in modo piuttosto scanzonato, è Simone Pillon stesso. “Fortunaz che oggi Fedez ci spiegaz cosa è successo ieriz in commissionez”, ha twittato il senatore del Carroccio. Una manciata di parole che ha fatto schizzare isterico il povero signor Ferragni, che nelle sue stories ha dato seguito a una valanga di parole: “Si può esprimere un pensiero in maniera civile senza che un senatore della Repubblica si metta a prenderti per il c…?”, ha chiesto Fedez. “Com’era quella cosa su Elodie e il rispetto? Argomentazioni da vero Senatore comunque – continua ancora – E anche oggi lo stipendio ce lo siamo portati a casa con il sudore di un tweet eh caro Pillon”.

Fedez, lo stesso che “apprezzava” Salvini

E dire che Pillon lo ha tirato in mezzo lui stesso, nemmeno troppo tempo fa: Fedez aveva infatti dedicato una lunga e lacrimosa diretta Instagram in cui, core de papà, diceva che suo figlio amava le bambole e che grazie al Ddl Zan il piccolo Leone avrebbe avuto in futuro più tutele se si rivelasse un giorno omosessuale. Diciamo, volendo quindi usare un gergo da cortile di scuola, che “ha iniziato lui”. Fermo restando che se la battaglia viene condotta in modo schiacciante sul piano mediatico, come può un senatore non replicare anche attraverso i social? Il ragionamento secondo il quale un senatore non meriti uno stipendio perché osa controbattere alla martellante manfrina mediatica di Fedez e soci è di chiara matrice grillina: d’altronde, il signor Ferragni aveva messo in chiaro in passato le sue simpatie – salvo poi esprimere appoggio anche a Matteo Salvini (o se lo è scordato? Leggete qui).

Bizzarri si butta nella mischia, e forse fa solo danni

Cercando di dare una mano a Fedez (forse) nel botta e risposta interviene su Twitter anche Luca Bizzarri, che consiglia a Pillon: “Senatore un consiglio: capisce che più lei banalizza il suo interlocutore più viene sminuita la sua carica istituzionale? Se Fedez è un pirla inconsistente   che ci fa un Senatore della Repubblica a discutere con un pirla? Guardi che non diventa Senatore Fedez, diventa lei pirla”. E’ esiralante che, quale sia il modo in cui si legge tale dichiarazione, Fedez ne esca comunque come un pirla. Le jeux sont fait …

Ilaria Paoletti



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