Roma, 8 nov – Abisso per abisso, Kali Yuga per Kali Yuga, tanto vale a questo punto guardarsi roba come Tu si que vales o gli Amici vip di Maria De Filippi. L’onestà del voler fare trash in maniera palese va premiata. Bisogna invece biasimare Paolo Del Debbio e le sue trasmissioni spazzatura, che fingono di occuparsi di temi pseudo sociali (questa volta titolo della trasmissione “il nuovo fascismo che cresce nelle periferie“, roba che manco una tempesta di cervelli tra Berizzi e la Murgia) per fare spettacolo di bassa lega (siamo pur sempre su Mediaset). E se sul fronte dello spettacolo Maria De Filippi è più onesta di Del Debbio, stessa cosa accade sul fronte politico, dove una Serena Bortone di Agorà, limpida nel suo antifascismo e anti sovranismo, è senza dubbio più autentica del conduttore di Rete Quattro, che compie la stessa operazione mascherandola con toni “populisti”.

Un pollaio chiamato “Dritto e rovescio”

Quella che è andata in onda ieri nel pollaio di Dritto e Rovescio è una ridicolizzazione della rabbia delle periferie, mostrificata attraverso lo scontro teatrale (palesemente cercato) tra il fascista coatto e tatuato e il vecchio compagno avvinazzato. Lui, Vauro, si erge a difensore della lesa dignità delle donne (in questo caso Francesca Fagnani, giornalista e fidanzata di Enrico Mentana), affrontando viso a viso “il fascista di merda”. Che, giustamente, lo liquida con un “puzzi de vino lèvate”. Il tutto si conclude con Del Debbio che salomonicamente dice “o vi riprendete o vi butto fuori a tutti e due”. E scatta l’applauso.

La lite tra Er Brasile e Vauro, tutto a tavolino

Il teatrino insomma ha rispettato il copione preventivato da Del Debbio. Massimiliano Minnocci aka “er Brasile” ha fatto la parte del fascistone, che nonostante esordisca nel suo intervento con un “Roma non è fascista”, in realtà conferma l’approccio “fascio-mafioso” (secondo il lessico buonista) sostenendo che “nella mia borgata vige ordine e disciplina perché comando io”. Al che la Fagnani segna il gol a porta vuota della giornalista impegnata che non accetta le minacce del fascio-coatto, che l’aveva invitata ad andare nella “sua” borgata. Del Debbio la spalleggia tutto tronfio “eh lei non ha paura degli Spada e dei Casamonica, figuriamoci del Brasile”. E poi appunto c’è Vauro poveretto che fa il reduce rosso da anni ’70. Se questa è informazione.

Davide Romano

4 Commenti

  1. In realtà, come ha potuto capire mezza Italia, il tizio voleva dire “vieni che ti faccio vedere come regna l’ordine”: ma i puri sinistri hanno “capito” tipo “vieni qua che te lo dico io” o simili… Che sia preparata o no, fa schifo uguale.

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