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Roma, 22 ago – Il 23 ottobre del 1933 il campione dei pesi massimi Primo Carnera difese il suo scettro mondiale, conquistato da qualche mese contro il basco Paulino Uzcudun. All’incontro il nostro gigante si presentò sul quadrato con la camicia nera, l’incasso della serata fu donato totalmente alle opere assistenziali del regime.



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Davanti a lui c’era lo spagnolo Paolino Uzcudun, l’uomo che aveva tolto il titolo europeo a Erminio Spalla, che lo deteneva da alcuni anni. Questo avvenne davanti a ben 65mila persone che erano convenute a Piazza di Siena. La vittoria di Carnera gli permise, oltre a mantenere il titolo di campione del mondo, anche la conquista della corona dei massimi europea. La quale faceva così ritorno in patria.

Paulino Uzcudun, un pugile falangista

La figura di Paulino Uzcudun non è mai stata abbastanza approfondita. Pochi sanno che il pugile spagnolo è stato un falangista nella guerra civile. Avrebbe dovuto partecipare anche al tentativo (non effettuato perché la notizia era trapelata) di liberare Josè Antonio Primo de Rivera nella prigione di Alicante. In un’intervista apparsa nel dicembre del 1936 disse: “Non mi sono mai interessato di politica, ma ho sempre avuto un amore superiore a tutto, quello per la Patria. Questo non me lo perdonavano i nazionalisti baschi. Avrei voluto lasciare subito la loro zona all’inizio delle ostilità, ma temevo rappresaglie sulla famiglia. Tuttavia quando compresi che si stava preparando ad eliminarmi decisi di fuggire. Nella mia località natale, Regil, i rossi hanno distrutto la mia casa; fortunatamente mia madre e mia sorella rimasero incolumi. Adesso non penso alla boxe. Ne abbiamo abbastanza della lotta che abbiamo iniziato per la Spagna”.

Paulino Uzcudum dovette lasciare ciò che restava della sua casa, un cumulo di macerie. Si arruolò nelle fila della falange del generale Franco. Strano destino: il pensiero politicamente corretto attuale non ama i giganti della boxe, forse perché sono uomini capaci di proiettare la forza negli uomini, facendoli diventare veri soldati. La boxe è innanzitutto disciplina e tenacia. Anche a Carnera, come lui, fu attaccato per la vicinanza al Duce del fascismo. Carnera alla fine della guerra fu portato in un bosco: i partigiani volevano eliminarlo, così pure lui sarebbe stato uno dei ventimila italiani massacrati alla fine della guerra. Il gioco della vendetta era molto forte, con quella sete si procedette a perseguitare e sterminare.

Il “taglialegna basco” è il miglior peso massimo di Spagna

Il ricordo di chi cadde non sotto il piombo nemico ma sotto quello del fratello è ancora vivo sia in Italia che in Spagna. Lontani sono i tempi di una possibile pacificazione e superamento. Ancora in questi anni si accentuano gli odi e i rancori soprattutto contro i morti di quella parte politica. Basti pensare alla traslazione della sepoltura di Franco o all’abbattimento delle statue dei patrioti e dei simboli nazionalisti. Nonostante questa damnatio memoriae Paulino Uzcudun, soprannominato il “taglialegna basco”, è considerato il miglior pugile spagnolo dei pesi massimi con una onorevole carriera che lo portò al titolo europeo ed a sfiorare il mondiale proprio contro il nostro Carnera.

Emilio Del Bel Belluz

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