Roma, 15 ago – In appena due anni Dazn è riuscita in un’impresa erculea: diventare un classico del campionato di calcio di Serie A. Sì perché il suo avvio è sempre lo stesso, prevedibile come il caldo d’estate e bollabile con un solo aggettivo: imbarazzante. La piattaforma a pagamento di video streaming online, anche stavolta ha garantito disservizi. Dovendosi così scusare con gli utenti inferociti che non sono riusciti ad accedere al proprio account per vedere le partite della prima giornata di Serie A. Scuse ben poco gradite, perché i problemi restano e milioni di italiani hanno pagato per godersi in santa pace il campionato, di cui Dazn detiene i diritti tv.

Dazn annuncia “indennizzi”, ma i problemi restano

La polemica social (e non solo) imperversa, giustamente se consideriamo che gli abbonati da ieri sono alle prese con un servizio che fa acqua da tutte le parti. La piattaforma sostiene che in realtà si tratta di un “evento eccezionale che ha impattato alcuni utenti in diversi mercati”, specificando di aver indicato un link – come soluzione temporanea – attraverso il quale gli utenti potranno fruire dei servizi garantiti dall’abbonamento. Dazn afferma inoltre che i tecnici sono al lavoro per una soluzione definitiva e che sono previsti “indennizzi” nel rispetto delle regole.

Intanto, sull’incresciosa vicenda, è intervenuta l’Autorità per le Garanzie nella Comunicazione, con una nota in cui annuncia di aver chiesto alla piattaforma di streaming “chiarimenti urgenti”, nonché “di provvedere celermente a erogare gli indennizzi previsti dall’ultima delibera dell’Autorità”.

“Riscontrato il grave e inaccettabile disagio causato agli utenti per la mancata connessione a #Dazn, sto predisponendo con i miei uffici un tavolo urgente che coinvolga la Serie A, il ministero dello Sviluppo economico e l’Agcom, in modo da affrontare il prima possibile quanto accaduto”, cinguetta su Twitter la sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali.

Respirate: più stadio, meno Dazn

Alla fine, per il secondo anno di fila, potremmo ritrovarci con una trattativa Stato-Dazn, cosa che di per sé farebbe quasi ridere non fosse serissima. La politica “costretta” a intervenire per risolvere i problemi di una piattaforma di video streaming è l’emblema di un sistema incontrollato che sta prendendo una piega sempre più preoccupante.

Comprendiamo perfettamente chi non si pone il problema e trova la questione del tutto risibile, eppure è una questione che riguarda milioni di italiani. E siamo altrettanto consci che molte persone non possono recarsi allo stadio per assistere alle partite della propria squadra del cuore. Per i più disparati motivi: di salute, economici, di lontananza dagli impianti. Per tutte le altre c’è però una soluzione diversa, più romantica, più sociale, più carnale e a ben vedere più sicura. Un tuffo nel reale, alla faccia del virtuale. Tornare a respirare dunque: più stadio, meno Dazn.

Alessandro Della Guglia

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