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Roma, 25 giu – Fuori dall’Inghilterra non era ancora una moda dilagante nel mondo del calcio. Il gesto di inginocchiarsi in salsa Black Lives Matter a marzo scorso non aveva ancora fatto brillare gli occhi ai commentatori di casa nostra, almeno non a tal punto da invocarlo a ogni piè sospinto. Al Selhurst Park Stadium stava per cominciare un match di Premier League. Si affrontavano Crystal Palace e West Bromwich Albion. Prima del fischio di inizio ecco che tutti i calciatori in campo si inginocchiano. Tutti, tranne uno: Wilfried Zaha. Lui resta in piedi, testa alta, sguardo che sprizza convinzione e fierezza. Ha un fisico imponente Zaha, non batte ciglio e svetta attorno a compagni di squadra e avversari. Loro prostrati, lui no. E’ il primo calciatore della Premier ad andare controcorrente, a non piegarsi.



La lezione di Zaha: “Non mi inginocchio. E vi spiego perché”

Ma soprattutto Zaha è un calciatore africano, ivoriano per esattezza. Come è possibile che proprio lui, giocatore di colore nato ad Abidjan, in Costa d’Avorio, ha deciso di restare in piedi? Un abbaglio? Una semplice distrazione? Niente affatto, Zaha è del tutto consapevole di quello che sta facendo. E quel gesto, l’unico a colpire davvero catturando l’attenzione mediatica, lo aveva annunciato un mese prima durante un convegno organizzato dal Financial Times. Offrendo una lezione a tutti gli autoproclamatisi antirazzisti.

Black Brain

“Secondo me inginocchiarsi è degradante, perché i miei genitori mi hanno sempre detto di essere orgoglioso di essere nero”, disse Zaha. “Dovremmo rimanere in piedi, non inginocchiarci. È una cosa che facciamo sempre prima delle partite, ma la facciamo così, giusto per farla, e per me non è sufficiente”. Quindi “io non mi inginocchierò e non indosserò una maglietta con la scritta Black Lives Matter. Si cerca di dire che siamo tutti uguali, ma la verità è che ci stiamo isolando con queste cose, che secondo me non stanno nemmeno funzionando. Questa è la mia posizione”.

“Non devo dimostrare nulla”

Al riguardo Zaha rilasciò poi un’intervista a The Judy podcast. “Sinceramente non capisco più questa situazione del doversi inginocchiare. Perché devo inginocchiarmi per dimostrarti di essere ‘importanti’?”, disse il calciatore ivoriano. “Perché devo indossare la maglia Black Lives Matter per farti capire che siamo importanti? Credo che tutto questo sia degradante. Quando le persone mi vogliono chiedere un’intervista per parlare di razzismo io mi stufo. Non lo farò più, o almeno non come prima. Non voglio parlare solo per sentire che ‘anche Zaha ha parlato di noi'”. Provate a dare del razzista a Zaha, ivoriano in piedi, a testa alta. Provateci, se avete il coraggio di sparare un’altra idiozia.

Eugenio Palazzini

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