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Gli immigrati tornano indietro: “Stavamo meglio a casa nostra”

by La Redazione
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immigratiWashington, 2 gen – Non è tutto oro quello che luccica. Ma soprattutto “l’Europa è solo un’idea: la realtà non diversa da Bab al Sharji, un mercato di Baghdad”. Parola di Salvini? No, parola di migranti che tornano a casa, come Faisal Uday Faisal, iracheno di 25 anni, che dopo due mesi passati in Svezia ha chiesto al papà i soldi per tornare indietro, deluso dalla sistemazione trovata e da un posto dove “tutto era molto noioso e il cibo così cattivo che non lo avrebbe mangiato nemmeno un gatto”. Sono almeno 35mila le persone di varie nazionalità che nel 2015 hanno lasciato più o meno volontariamente l’Europa. Dati che non provengono da chissà quale sito racconta bufale, né da qualche segreteria di movimenti xenofobi, ma dall’autorevole “Organizzazione internazionale per le migrazioni” e ripresi in un’inchiesta dell’ancor più autorevole Washington Post.

La stessa Ong che si occupa di “migranti” avrebbe aiutato 779 profughi iracheni a tornare a casa nel solo mese di novembre, il doppio di quelli aiutatai ad ottobre. Tra le motivazioni, oltre alle difficoltà burocratiche per le domande di asilo, in molti sono rimasti delusi dalle scarse opportunità lavorative e dalle difficoltà incontrate in un contesto socio culturale diverso. “Gli manca casa, dove era servito e riverito“, spiega sempre al Washington Post il padre di Faisal, che dopo aver dovuto tirare fuori 8mila dollari per pagare il viaggio verso l’Europa, il figlio gliene ha chiesti altri per tornare indietro. “Se fossi stato davvero in pericolo, non sarei ritornato”, spiega senza remore Faisal, che ammette di essere un migrante economico quando invece alle autorità svedesi aveva raccontato di minacce ricevute da alcune “milizie irachene” solo per ottenere il visto. ev-immigrati_montagnola

L’Ong ritiene invece che anche i migranti economici abbiano diritto all’asilo, una posizione fortemente ideologizzata che ricorda le esternazioni non sense della Boldrini sui “rifugiati climatici”. Fatto sta che le fandonie inventate da chi non fugge realmente da guerre e persecuzioni rende più difficile la vita anche di chi probabilmente avrebbe diritto (meno dell’otto per cento del totale degli immigrati arrivati nell’ultimo anno). Rispetto alla situazione dei profughi iracheni, il ministro della Migrazione, Sattar Nowruz, sta aiutando migliaia di immigrati iracheni in Europa a tornare a casa. A sua detta le immagini provenienti dai Balcani avrebbero incoraggiato i giovani iracheni a partire.

In ogni caso, dopo “l’ubriacatura di accoglienza a ogni costo” di qualche mese fa, con la Merkel invocata dai presunti rifugiati come una salvatrice, la situazione si sta mostrando per quella che è realmente. E tra immigrati che si lamentano di cibo e contesto sociale, finti profughi che si spacciano per rifugiati e migliaia di immigrati che non vedono l’ora di tornare a casa, la realtà assomiglia molto di più a quella raccontata da “xenofobi” e “populisti”, molto lontana dalle favolette boldriniane delle Ong e la retorica stucchevole di Papa Francesco.

Davide Di Stefano

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2 comments

Paolo 3 Gennaio 2016 - 8:49

Ma che vadano pure…

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Massimo 5 Gennaio 2016 - 9:22

La merkel salvatrice sicuramente non del popolo Tedesco ormai estinto nel 1945 , questo è il capodanno a Colonia https://www.rt.com/news/327927-cologne-new-year-sexual-assaults/

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