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Il record mondiale di servilismo del governo sul caso Salis

by La Redazione
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Roma, 16 mag – Il servilismo del goveno di centrodestra, così come qualsiasi cosa che “non sia sinistra”, raggiunge nuove vette con il caso di Ilaria Salis. Non pago di essere praticamente immobile su quasi tutti gli altri temi (salvo sorprese che saremo sempre ben lieti di accogliere, come quella dell’utero in affitto reato universale, ma siamo scettici) sulla “maestra” sotto processo a Budapest l’esecutivo addirittura prova a intestarsi un “presunto merito” . Peccato che il giudizio di valore “meritorio” sia praticamente imposto o del tutto inventato, a meno che battersi per non far stare in carcere una persona su cui pendono accuse tanto gravi non sia diventata come per magia addirittura un’impresa morale. Siamo chiaro: per la sinistra è morale qualsiasi cosa le dia un tornaconto, ovviamente, ma se le azioni vengono da destra lo scenario generale assume contortni ancora più grotteschi. Perché in un mondo normale non si sarebbe attivati a un bel niente: Ilaria Salis avrebbe affrontato il processo senza ulteriori polemiche o piagnistei. Ma in un mondo, e soprattutto in un’Italia normale, non viviamo. Quindi…

Il servilismo del centrodestra su Ilaria Salis

Subito messi spalle al muro, subito forzati ad assecondare i capricci di una sinistra che, lo si sa bene, trasforma in etica positiva ciò che riguarda solo e soltanto essa stessa. Senza peraltro avere granché da esibire in termini etici. La signora Salis è sotto processo per un motivo, continuare a sbattere i piedini per evitare le regolari procedure giustiziarie (gridare alla liberazione, al trasferimento in Italia, fare le manifestazioni di piazza, candidarla alle europee, laganrsi continuamente di non si capisce bene quali presunte e del tutto infondate torture ella subirebbe in terra magiara). Il governo, ovviamente, non reagisce. Asseconda, perché in fondo la Salis è una sola persona, tanto vale amnuire per l’ennesima volta ai padroni culturali. E così si attiva per liberare Salis o per attenuargli le procedure manco fosse una comprovata eroina nazionale. Ora Budapest ha assegnato alla “maestra” gli arresti domiciliari. Il ministro della Difesa Antonio Tajani gongola e se ne assegna il merito. Ma forse sarebbe più corretto parlare di “responsabilià”. La cosa più imbarazzante di tutta questa storia è che da sinistra non ringraziano neanche né elogiano, dopo aver in pratica imposto il loro volere come sempre. Giammai.

Assecondare i capricci della sinistra non significa farsi ben volere

Non solo questo ripiegamento imbarazzante risulta indecente agli occhi di chiunque sappia la dinamica di arresto e detenzione a carico della Salis. Ma risulta anche inutile. Il centrodestra che asseconda la sinistra ottiene grosso modo gli stessi risultati della Chiesa che fa la riverenza ai “valori” progressisti. Il massimo è una pacca sulla spalla, la norma sono altre critiche. Come quella di Domani, che ci tiene quasi a “smentire” le affermazioni del ministro Tajani per essersi “permesso” di prendersi il merito, quando aveva sottolineato il lavoro degli ambasciatori e dei membri dello staff del dicastero nell’ottenrre questo “prestigiosissimo” risultato.

Per sminuire un risultato di cui nessuno dovrebbe andare fiero, la testata riporta ancora le dichiarazioni di Roberto Salis, il quale smentisce: “Noi non abbiamo visto nessuna attività concreta da parte del ministro degli Esteri o del ministro di Giustizia per Ilaria”. Insomma, il servilismo sulla Salis pure cornuto e mazziato. Nel frattempo la parola “merito” riferita al concetto “liberazione di Ilaria Salis” continua a circolare imperterrita. Come se si stesse parlando davvero di Madre Teresa di Calcutta.

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