12039252_727452760692737_7049199104058556322_nDamasco, 16 set – Sono giorni che sui media internazionali viene ripresa la notizia, mai del tutto smentita e mai del tutto confermata, della presenza di personale militare russo sul fronte siriano.

Che i russi soggiornino in Siria si sa da sempre, non è un segreto infatti che lo storico rapporto tra la Siria e l’Unione Sovietics abbia portato in dote alla Russia contemporanea una base rifornimenti e riparazioni situata nel porto di Tartous, uno dei più grandi del paese arabo.

Ma da quando anche dal ministero della difesa russo era arrivata la conferma dell’invio di mezzi e consiglieri a sostegno della Siria di Assad si era scatenata una vera caccia allo scoop per scoprire se i soldati di Mosca fossero o meno impiegati sulla linea del fuoco.

Tra dichiarazioni rivelatesi infondate e foto vaghe da “avvistamento alieno” il premio per aver scovato, senza ombra di dubbio, il primo mezzo russo in azione sul fronte,12039737_727452757359404_6841566733868694962_n va alla organizzazione europea denominata Fronte Europeo per la Siria.

Si tratta di un mezzo blindato della serie BTR, nella versione P-149BMR “Couch-B”, non in dotazione all’esercito siriano in movimento su una strada di Hama, nella Siria centrale.

Si scorge addirittura un soldato, seduto sopra la torretta frontale, di cui si scorge appena il viso.

Una prima traccia, questa, dell’impegno Russo contro le milizie Isis e in supporto alle legittime istituzioni siriane.

Tuttavia la “caccia al russo” in Siria rimane aperta: chi riuscirà ad immortalarne uno?

Alberto Palladino

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Alberto Palladino

Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

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