Home » No, non salverai la tua privacy su Facebook con uno status

No, non salverai la tua privacy su Facebook con uno status

by La Redazione
0 commento

Schermata 2015-11-11 alle 10.53.54Roma, 11 nov – Puntuale come un orologio svizzero, torna la catena di Sant’Antonio sul divieto di utilizzare i nostri dati imposto dagli utenti a Facebook tramite un bizzarro “avviso”.

Si tratta di uno status che gira su vari profili e che ogni sei mesi circa torna a circolare. L’ultima versione prevede anche una postilla per rafforzare il concetto, che è la seguente: “CE LO STANNO CONSIGLIANDO TUTTI GLI AVVOCATI. Se lo dice la finanza di metterlo…”. Dove lo dice la finanza? E quali avvocati consigliano una cosa simile? Non si sa. Comunque, questo è il testo dell’avviso:

ATTENZIONE
A partire da oggi, XXXXX, alle XXXX ora italiana, non concedo a Facebook (e/o agli enti associati ad esso) il permesso di usare le mie immagini, informazioni o pubblicazioni, sia del passato che del futuro.
Per questa dichiarazione, ricordo a Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire o intraprendere qualsiasi altra azione contro di me, (in base a questo profilo e/o il suo contenuto).
Questo profilo contiene anche mie informazioni private e riservate. La violazione della privacy può essere punita dalla legge (UCC 1-308-1 1 308-103 e lo statuto di Roma).
Nota: Facebook è ora un’entità pubblica x cui tutti i membri dovrebbero pubblicare una nota come questa sul loro profilo personale.
Se preferisci, puoi copiare e incollare questa versione.
Se non pubblichi questa dichiarazione (almeno una volta), per tacito “silenzio-assenso” permetterai l’uso delle tue foto, così come le informazioni contenute nei tuoi “aggiornamenti di stato” del profilo.
Non condividere!… Devi copiare e incollare!

Si tratta di una goffa traduzione letterale (può avere valore legale un testo in cui “per cui” è scritto “x cui”?) di un post simile a lungo circolato sui profili in lingua inglese di Facebook, che peraltro riporta articoli e leggi che non riguardano l’Italia.
Quando lo status fece la sua prima apparizione, Facebook aveva in effetti iniziato ad avvisare i suoi iscritti sull’imminente introduzione di alcune nuove regole legate alla privacy. Ovviamente, quali che siano le politiche del social network sulla protezione dei dati personali – in effetti spesso piuttosto opache – il fatto che noi mettiamo o non mettiamo uno status “diffidando” Facebook dal fare qualcosa non cambierà nulla.

Il permesso a Zuckerberg di usare i nostri dati, del resto, lo abbiamo dato iscrivendoci a Facebook e sottoscrivendo le condizioni di utilizzo, in cui è spiegato chiaro e tondo che l’azienda utilizzerà foto e dati personali più o meno come meglio crede.

Facebook, infatti ha l’approvazione degli utenti – di tutti gli utenti, anche quelli che lo hanno “diffidato” con uno status ad hoc – per concedere alle i loro dati a fini commerciali. Una volta completata l’iscrizione, l’utente accetta che Facebook possa monitorare la sua attività di navigazione sul web dal momento in cui compie il login al sito.

A fronte di tutto ciò, i nostri post sul fatto che “non concediamo” qualcosa al social network che stiamo utilizzando ha lo stesso valore di chi avesse il telefono sotto controllo e pensasse di essere al sicuro semplicemente “non concedendo” vocalmente agli spioni il permesso di ascoltarlo.

Roberto Derta

 

You may also like

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati