
Oggi però, dopo una decina di mesi passati ad aumentare tasse e liberalizzare qualsiasi cosa, la stessa gente che avrebbe dovuto difenderlo lo vorrebbe “rottamare” a calci nel sedere, e il presidente del Consiglio giustamente non si sente più al sicuro e, colto con le mani nel sacco, invoca il Protocollo di Sicurezza e tutti i comfort a sua disposizione.
Nello specifico ci riferiamo alla polemica sollevata da Paolo Romano, deputato del M5S, che arriverà nei prossimi giorni sui banchi del parlamento e che vede Renzi sotto attacco pentastellato per aver “dirottato” un aereo dello Stato a Courmayeur, per trascorrere le vacanze di capodanno con la sua famiglia.
Stando alle accuse del deputato grillino, al rientro dalla sua visita istituzionale in Albania, il premier anziché atterrare a Roma si sarebbe recato nella sua Firenze, dove una volta fatta salire la famiglia a bordo dell’aeroplano statale, sarebbe decollato alla volta di Aosta per atterrare in un aeroporto-cantiere mai ultimato nonostante i milioni di euro spesi. Il veivolo in questione è un Falcon 900 e ha un costo operativo di 9 mila euro l’ora. Inoltre la sistemazione riservata alla famiglia del primo uomo del PD era in una struttura dell’esercito e sempre secondo Romano “a carico dei contribuenti”, mentre “da mesi e mesi si chiede dall’alto agli italiani di fare sacrifici… Poi si assiste ad uno scialo di mezzi pubblici del genere”.

Per giustificarsi ulteriormente, Renzi ricorre come sempre agli esempi stranieri e in una sorta di “me l’ha chiesto l’Europa” ri-arrangiato, cita vari rappresentanti esteri che si spostano a bordo di aerei di stato. Ma se il suo amico Obama si sposta con l’Air Force One, nella più vicina Inghilterra il primo ministro David Cameron, ha scelto un volo Ryanair per recarsi in vacanza con la moglie, dando lui per primo l’esempio ai cittadini britannici.
L’uso dei voli di Stato è regolamentato dal decreto 98 del 6 luglio 2011, emanato durante gli ultimi mesi del vecchio Governo Berlusconi e poi convertito in legge con il primo Governo tecnico di Mario Monti e che concede alle più alte cariche istituzionali la possibilità di utilizzare aerei di Stato. Una successiva circolare della presidenza del consiglio dei ministri dell’allora Governo Letta, datata 10 maggio 2013, rimarca che “il trasporto aereo di Stato è sempre disposto, in relazione al rango della carica rivestita oppure destinatarie di un elevato livello di sicurezza”.

Andrea Bonazza