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sciCourmayeur, 4 gennaio – “Non voglio la scorta. Mi protegge la gente”. Non è passato neanche un anno da quando nel febbraio scorso, in piena campagna per le elezioni europee, il premier Matteo Renzi dichiarava che avrebbe rinunciato alle scorte, alle auto blu e a qualsiasi altra cosa lo avrebbe portato a “perdere il contatto con la gente” (dal sito del PD).



Oggi però, dopo una decina di mesi passati ad aumentare tasse e liberalizzare qualsiasi cosa, la stessa gente che avrebbe dovuto difenderlo lo vorrebbe “rottamare” a calci nel sedere, e il presidente del Consiglio giustamente non si sente più al sicuro e, colto con le mani nel sacco, invoca il Protocollo di Sicurezza e tutti i comfort a sua disposizione.

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Nello specifico ci riferiamo alla polemica sollevata da Paolo Romano, deputato del M5S, che arriverà nei prossimi giorni sui banchi del parlamento e che vede Renzi sotto attacco pentastellato per aver “dirottato” un aereo dello Stato a Courmayeur, per trascorrere le vacanze di capodanno con la sua famiglia.

Stando alle accuse del deputato grillino, al rientro dalla sua visita istituzionale in Albania, il premier anziché atterrare a Roma si sarebbe recato nella sua Firenze, dove una volta fatta salire la famiglia a bordo dell’aeroplano statale, sarebbe decollato alla volta di Aosta per atterrare in un aeroporto-cantiere mai ultimato nonostante i milioni di euro spesi. Il veivolo in questione è un Falcon 900 e ha un costo operativo di 9 mila euro l’ora. Inoltre la sistemazione riservata alla famiglia del primo uomo del PD era in una struttura dell’esercito e sempre secondo Romano “a carico dei contribuenti”, mentre “da mesi e mesi si chiede dall’alto agli italiani di fare sacrifici… Poi si assiste ad uno scialo di mezzi pubblici del genere”.

renzieIl Presidente del Consiglio, con un tweet, risponde al grillino che “gli spostamenti aerei, dormire in caserma, avere la scorta, abitare a Chigi non sono scelte ma frutto di protocolli di sicurezza #regole”. In difesa del premier, è stata diramata nel pomeriggio di ieri anche una nota di Palazzo Chigi in cui si precisa che Renzi non ha raggiunto Aosta con il volo di Stato con cui si è recato a Tirana, che è invece regolarmente atterrato a Roma, ma con un Falcon 900, “nel pieno rispetto della normativa e dei protocolli di sicurezza che regolano questo tipo di spostamenti … anche la famiglia del premier quando si muove con lui, sottoposta agli stessi obblighi di sicurezza a norma di legge”. Sempre da Palazzo Chigi poi, si rimarca che le spese vacanziere della famiglia sono state a carico dello stesso Renzi con 450euro di noleggio per l’ attrezzatura da sci, 485euro al giorno per lo skipass complessivo per tutta la famiglia e che il soggiorno presso la caserma degli Alpini è stata interamente pagata con il portafoglio del Presidente “secondo le tariffe previste all’interno delle strutture militari”. Ci mancherebbe anche che gli italiani dopo i 9 mila euro all’ora del Falcon 900, debbano pagare alla famiglia Renzi pure sci e seggiovia…

Per giustificarsi ulteriormente, Renzi ricorre come sempre agli esempi stranieri e in una sorta di “me l’ha chiesto l’Europa” ri-arrangiato, cita vari rappresentanti esteri che si spostano a bordo di aerei di stato. Ma se il suo amico Obama si sposta con l’Air Force One, nella più vicina Inghilterra il primo ministro David Cameron, ha scelto un volo Ryanair per recarsi in vacanza con la moglie, dando lui per primo l’esempio ai cittadini britannici.

L’uso dei voli di Stato è regolamentato dal decreto 98 del 6 luglio 2011, emanato durante gli ultimi mesi del vecchio Governo Berlusconi e poi convertito in legge con il primo Governo tecnico di Mario Monti e che concede alle più alte cariche istituzionali la possibilità di utilizzare aerei di Stato. Una successiva circolare della presidenza del consiglio dei ministri dell’allora Governo Letta, datata 10 maggio 2013, rimarca che “il trasporto aereo di Stato è sempre disposto, in relazione al rango della carica rivestita oppure destinatarie di un elevato livello di sicurezza”.

08riapertura-renzi-piaggio-oSono lontani ormai i tempi delle improbabili promesse da campagna elettorale. Ora l’ex sindaco fiorentino sembra godere di sempre meno popolarità, sia tra il popolo che tra i suoi stessi iscritti, raccontando agli italiani storielle prive di senso logico, con una Nazione ridotta a livelli record di povertà, una tassazione che strangola l’economia e una ripresa sempre più lontana, con riforme che trascinano l’Italia in vicoli ciechi dai quali sarà sempre più difficile uscire. In un clima come questo dove il disagio sociale è a livelli record e la rabbia dei cittadini si leva sempre più contro le istituzioni, i politici di casa nostra tornano a giustificare determinate spese in nome della loro incolumità, mentre il popolo italiano deve assistere all’ennesima presa in giro, venendo accusato dalla casta di essere lui stesso parte del problema.

Andrea Bonazza

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