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Riforma elettorale: Renzi tenta l’intesa con BerlusconiRoma, 4 gen – Sotto l’albero di Natale, ad Arcore, qualcuno ha scartato una norma “salva-Berlusconi”? Nel decreto sul fisco approvato alla vigilia di Natale dal Consiglio dei ministri, infatti, è spuntato un passaggio che esclude la punibilità quando l’importo delle imposte sui redditi evase “non è superiore al 3% del reddito imponibile dichiarato”.



Ora, si dà il caso che al processo Mediaset, Silvio Berlusconi sia stato condannato a quattro anni di reclusione (tre condonati) e a due anni di interdizione dai pubblici uffici per una frode fiscale di 7 milioni di euro, pari a meno del 2% dell’imponibile.

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Con la nuova norma – che nessuno ammette di aver scritto – l’ex Cavaliere potrebbe veder cancellata la condanna e azzerati gli effetti della legge Severino nei suoi riguardi, con il pieno ritorno all’“agibilità politica”? In realtà non è chiaro. Matteo Renzi è un po’ caduto dalle nuvole, dichiarando: “Non mi risulta sia così, non mi pare realistico che una nuova legge possa cancellare una condanna passata in giudicato. Se fosse così sono pronto a bloccare la legge e a cambiarla”.

Sta di fatto che il cavillo sembra essere scritto in modo particolarmente fumoso. Intanto non è chiaro se riguardi anche il reato di frode fiscale (per cui l’ex premier è stato condannato), oltre all’infedele dichiarazione. E poi bisogna vedere se sia retroattiva. In linea di massima, tuttavia, si è piuttosto concordi nel ritenere che se la legge resta questa Berlusconi potrà beneficiarne. Se si tenesse ora il processo Mediaset, infatti, il reato dell’ex Cav non esisterebbe più. Lui potrebbe quindi fare un “incidente di esecuzione”, che consente di cambiare le sorti anche di una sentenza definitiva se viene approvata una legge molto più favorevole al condannato rispetto alla precedente. In questo modo cadrebbe la sentenza e l’interdizione dai pubblici uffici, nonché l’esclusione dalle candidature della legge Severino.

Il tutto sempre se Renzi non dà veramente luogo ad una “abrogazione ad personam”. In tutto questo, al di là degli aspetti personali che riguardano Silvio Berlusconi (non siamo certo fra coloro che hanno un picco di libidine per ogni guaio giudiziario dell’ex premier, né del resto per quelli di chiunque altro) resta tuttavia un dato politico: la sentenza Mediaset è il successo più importante dell’antiberlusconismo giudiziario. Con questa vittori, i nemici di Berlusconi lo hanno messo all’angolo e reso ricattabile.

È possibile che con questo regalo di Natale Renzi intenda mettersi definitivamente in tasca Berlusconi, anche in vista dell’elezione del Capo dello Stato, sulla quale il Pd dovrà necessariamente mettersi al tavolo co Fi? Il sospetto c’è e rende definitivamente Berlusconi non credibile come leader di uno schieramento alternativo a Renzi e al Pd.

Adriano Scianca

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