Nella storia delle operazioni militari sono state numerose le beffe da parte di un esercito, spesso inferiore di unità, ad un altro, espressione di un impero o comunque di una potenza. Noi italiani siamo stati protagonisti di un evento celebre nella storia, quello della Beffa di Buccari. Oggi, nello scenario della moderna guerra ibrida dove i servizi segreti di tutto il mondo lavorano con tecnologie avanzatissime, le cyber-beffe hanno ormai soppiantato anche le incursioni fisiche più ardite. Questo è infatti il caso della beffa che i servizi segreti ucraini hanno servito agli omologhi russi, nel caso della – ormai non più tanto – presunta morte di Denis “White Rex” Kapustin.
Un ‘bluff’ storico
Lo ammettiamo: c’eravamo cascati anche noi. Una mossa da giocatori di poker avanzatissimi, quella che tra il 27 dicembre e il 1° gennaio hanno messo in atto gli 007 di Kyiv, ai danni dei colleghi di Mosca. Ripercorriamo i fatti: lo scorso 27 dicembre era circolata la notizia – diffusa da canali ufficiali del Rvc, il Corpo Volontario Russo, unità di combattenti nazionalisti inquadrata nella Legione Internazionale ucraina – sulla presunta caduta in combattimento del comandante Denis Kapustin, per i suoi camerati conosciuto come ‘White Rex‘, nel corso di un’incursione sul fronte di Zaporizhzhja.
“Stanotte, sul fronte di Zaporizhzhja, il nostro comandante Denis “WhiteRex” Kapustin è caduto eroicamente nel compimento dei suoi doveri militari. Secondo analisi preliminari, è stato colpito da un drone FPV russo. Tutti i dettagli verranno rivelati in seguito, in attesa della ricostruzione completa dei fatti. Ti vendicheremo sicuramente, Denis. La tua causa vive“. Aveva scritto il Rvc in una breve nota, forse – a posteriori – sospettosamente troppo.
In realtà, l’agenzia di controspionaggio ucraina, il GUR, aveva scoperto un piano dei servizi speciali russi per eliminare White Rex con un’operazione mirata. Le ricerche di informazioni, durate oltre un mese, hanno permesso all’intelligence di Kyiv non solo di mettere in salvo Denis, ma anche – come riporta AdnKronos – “di identificare i responsabili e gli esecutori del piano all’interno dei servizi speciali russi“.
La spiegazione dei servizi ucraini
A rivelare il piano di controspionaggio è stato il capo dell’intelligence militare ucraina (GUR), Kyrylo Budanov. Nella serata di ieri, infatti, con una diretta sui canali social dell’Rvc, Budanov ha dichiarato che Kapustin fosse “ritornato in vita“, collegandosi proprio con White Rex in videochiamata. Nessun deepfake, nessuna intelligenza artificiale: Denis è vivo. “Bentornato tra noi“, ha scherzato il capo del GUR, che ha poi rivelato l’entità del piano.
White Rex, come ha rivelato anche da Borderline Visual qui sulla nostra testata, è considerato dal regime di Putin un nemico in quanto nazionalista, ed è stato bollato di neonazismo. Per questo, in patria, da cui se n’è andato nel 2018 per unirsi da volontario alla Legione Internazionale ucraina, per le sue azioni politiche e la sua scelta di campo in questa guerra, è stato condannato all’ergastolo in contumacia. Ergastolo che, per i nazionalisti russi, significa morte. Vedasi il caso di Maksim Marcinkevič, noto ai più come Tesak, amico di Denis morto in un centro di detenzione a Celjabinsk con evidenti segni di tortura.
White Rex era diventato uno dei primi nomi nelle liste dell’intelligence del Cremlino a seguito della partecipazioni alle incursioni negli oblast’ di Belgorod e Kursk. Inoltre, i russi lo ritenevano la mente di un fallito attentato contro il propagandista Konstantin Malofeev, fondatore del canale televisivo pro-Putin Tsargrad. Per questo, l’SVR (agenzia servizi esteri russa) in collaborazione con il GRU (intelligence militare russa) hanno deciso che fosse giunto il tempo di eliminarlo.
Il piano dei russi
Sempre secondo Budanov, l’omicidio di Denis Kapustin, è stato ordinato dai servizi speciali russi, che hanno stanziato l’equivalente di mezzo milione di dollari per la sua eliminazione. Una sorta di taglia che a seguito di una complessa operazione speciale della Direzione principale dell’intelligence del Ministero della Difesa ucraino, è stata riscossa dagli agenti del GUR ucraino. I soldi andranno a finanziare le attività del Corpo Volontario Russo e dei servizi ucraini.
“La nostra parte ha ricevuto anche la corrispondente somma di fondi stanziati dai servizi speciali russi per l’attuazione di questo crimine. Al momento, il comandante dell’RDK si trova sul territorio dell’Ucraina e si sta preparando a continuare a svolgere i compiti assegnatigli“, ha riferito Budanov sui canali ufficiali dell’Rvc. “Prima di tutto, Denis, mi congratulo con te per la tua ‘resurrezione‘. È sempre un piacere. Sono felice che i fondi ricevuti per ordinare la tua eliminazione siano andati ad aiutare la nostra lotta. Auguro a tutti noi e a voi personalmente il successo“, ha concluso Budanov.
Il Re Bianco torna a parlare
White Rex ha riferito di essere pronto a continuare a svolgere compiti di combattimento e speciali a capo dell’unità. “La mia assenza temporanea non ha influito sulla qualità e sul successo dei compiti di combattimento. Sono pronto a trasferirmi nell’area operativa e a continuare a comandare l’unità Rvc“, ha affermato il comandante. Una beffa epocale. Denis è vivo, ed è pronto a tornare a lottare.
Patrizio Podestà