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Lione, polemica sui rapporti tra municipio e Jeune Garde: “Avevano accesso alla videosorveglianza”

by Sergio Filacchioni
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Lione

Roma, 23 feb – Il caso Quentin Deranque continua a produrre scosse politiche in Francia. Dopo le tensioni sulla dinamica dell’aggressione e l’inchiesta per omicidio volontario che vede sette militanti antifascisti in stato di fermo, ora al centro del dibattito finiscono i rapporti tra la Ville de Lyon e la Jeune Garde, l’organizzazione sciolta dal governo francese lo scorso giugno.

Il comune di Lione investito dalla polemica

La polemica nasce sabato 21 febbraio durante una trasmissione su CNews. Olivier Vial, intervenendo a margine della marcia in memoria di Quentin, ha affermato che nel 2022, nell’ambito di una collaborazione tra il Comune di Lione e la Jeune Garde contro i gruppi identitari, l’associazione antifascista avrebbe avuto accesso alla videosorveglianza cittadina nei luoghi frequentati dall’ultradestra. La municipalità guidata dal sindaco Grégory Doucet ha reagito annunciando un esposto all’Arcom – l’autorità francese per la regolazione dell’audiovisivo – e una denuncia formale contro CNews. In un comunicato, la Ville de Lyon ha parlato di “fake news”, denunciando la mancata correzione in diretta e la successiva diffusione della dichiarazione sui social. Ma il punto politico non si esaurisce qui. Interrogato dall’AFP, lo stesso Vial ha riconosciuto che la frase poteva essere stata “mal formulata”. Tuttavia il riferimento non nasce nel vuoto. Nel febbraio 2022, in un’intervista al settimanale locale Le Petit Bulletin, l’assessore alla sicurezza Mohamed Chihi rivendicava una strategia strutturata di contrasto ai gruppi identitari, parlando esplicitamente dell’attivazione di una “videosorveglianza particolare” attorno ai loro locali e di un lavoro portato avanti non solo con polizia municipale e procure, ma anche con un “gruppo di liaison” e con “associazioni molto impegnate su questi temi, come il Planning Familial, la Jeune Garde e altre strutture”. La collaborazione veniva descritta come un’attività di consultazione e coordinamento nel quadro della lotta ai cosiddetti groupuscules d’extrême droite.

Una “consultazione” con un gruppo violento

Il portavoce del Comune ha precisato che si trattava di un lavoro di “consultazione” conclusosi nel 2022. Nessuna trasmissione diretta di immagini, secondo la versione ufficiale. Tuttavia il solo fatto che un’amministrazione pubblica abbia riconosciuto una collaborazione strutturata con un gruppo poi sciolto come organizzazione violenta apre interrogativi che vanno oltre la polemica televisiva. La Jeune Garde non è un soggetto qualsiasi. Fondata a Lione nel 2018 da Raphaël Arnault, oggi deputato de La France Insoumise, è stata sciolta nel 2025 dal governo francese per il suo coinvolgimento in episodi di violenza politica. Ed è proprio l’area riconducibile a quel contesto ad essere oggi sotto indagine per la morte di Quentin. Il nodo non è stabilire se le immagini di videosorveglianza siano state tecnicamente consegnate ai militanti. Su questo sarà eventualmente la magistratura a fare chiarezza. Il nodo è politico: fino a che punto un’amministrazione può intrecciare relazioni operative con gruppi schierati? Dove finisce la “consultazione” e dove inizia una saldatura più stretta tra istituzione e attivismo violento? In un clima segnato dall’assassinio di un giovane 23enne, la contiguità tra l’amministrazione municipale e militanza antifascista appare come un elemento decisamente rilevante.

Il sindaco di Lione cerca giustificazioni

Il sindaco Doucet – lo stesso che soltanto pochi giorni fa ha chiesto alla Prefettura di Lione di vietare la manifestazione in omaggio all’attivista – ora parla di responsabilità mediatica e disinformazione. Ma la responsabilità istituzionale in questo caso è un tema altrettanto centrale. Perché quando un’amministrazione si presenta come parte attiva nel contrasto politico a una determinata area, il confine tra neutralità pubblica e antagonismo diventa inevitabilmente oggetto di scrutinio. E in un contesto già segnato da un’inchiesta per omicidio volontario, ogni zona grigia pesa più del doppio.

Sergio Filacchioni

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