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Crociata in Spagna: il racconto della brigata franchista irlandese negli scritti del generale O’Duffy

by La Redazione
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Roma, 31 lug – Molte parole sono state spese sulla guerra civile spagnola del 1936/39. La vulgata classica, che ancora oggi viene raccontata anche nei programmi scolastici, la descrive come un banco di prova delle potenze fasciste opposte a quelle democratiche. Entrambe preparate a fronteggiare un giorno la seconda guerra mondiale. Ma è davvero così? Crociata in Spagna, il libro di racconti di guerra del generale irlandese Eoin O’Duffy, editi in Italia da Passaggio al Bosco Edizioni, apre il vaso di Pandora di questa narrazione. Raccontando una storia ben diversa e più approfondita.

La posizione del leader irlandese

Eroe dei moti indipendentisti del 1917, che videro centinaia di giovani irlandesi affrontare i meglio equipaggiati gendarmi britannici per l’indipendenza del proprio paese, O’Duffy divenne generale dell’Ira e in seguito fondatore delle Blue shirts, movimento feniano ispirato al fascismo italiano. Allo scoppio della guerra di Spagna, dovuta all’intervento di Francisco Franco e dell’esercito spagnolo per porre un argine al Terrore Rojo, il leader irlandese non ebbe dubito su quale parte sostenere.

Da un lato infatti, i massacri compiuti da anarchici e comunisti sostenuti dall’Urss nei confronti del clero cattolico di Spagna e della popolazione civile non disposta a piegarsi alle direttive della repubblica in mano ai rossi. Dall’altro il Generalissimo e un nugolo di seguaci, militari e non. Disposti a tutto pur di restaurare l’ordine nel caos di quella che sarebbe potuta diventare la seconda dittatura comunista del mondo.

Crociata in Spagna, una spedizione segreta

Il libro, poco più di duecento pagine molto scorrevoli e piene di aneddoti interessanti, ripercorre la difficoltà di O’Duffy di costituire una bandera irlandese. Osteggiato dal suo governo incline a sostenere il non-intervento mentre Francia, Russia e Regno Unito già finanziavano gli schieramenti comunisti della repubblica spagnola, O’Duffy organizzò una vera e propria spedizione segreta di oltre 600 giovani irlandesi disposti ad arruolarsi.

Le adesioni sarebbero state di molto maggiori, ma mancò la logistica di supporto per trasportarne di più, come ammette amareggiato lo stesso comandante. Le ragioni che spinsero centinaia di irlandesi ad arruolarsi nella guerra di Spagna al fianco dell’esercito franchista furono tra le più disparate. Voglia di avventura, necessità di continuare una vita in guerra per i veterani. Giocò però un ruolo fondamentale il forte sentimento cattolico del popolo irlandese, incapace di sopportare oltre di assistere ai massacri di preti e fedeli spagnoli e agli stupri e torture di suore, tenuti regolarmente dai comunisti spagnoli e dai volontari sovietici.

Irlandesi e spagnoli

La brigata irlandese venne affiliata e addestrata nel Tercio spagnolo. Ovvero un corpo scelto dell’esercito franchista con il motto “Lunga vita alla Muerte!”. La forte vicinanza, fin da subito palesatasi tra i due popoli, rese i volontari di O’Duffy tra i più amati dai soldati spagnoli e dalla popolazione civile. Non solo, essi strinsero forti legami di cameratismo anche coi mori dell’esercito di Franco. Erano disciplinati e valorosi, nonché sensibili alla distruzione dei luoghi sacri da parte degli atei comunisti. La prova del fuoco avvenne a Ciempozuelos, nei pressi di Madrid.

Gli scritti di Eoin O’Duffy riaprono un capitolo sopito della storia d’Europa. Essi disvelano la storia della guerra civile spagnola come una vera e propria lotta di civiltà. Scontro tra l’ateismo materialista rosso e la difesa della tradizione e dei valori millenari del nostro mondo da parte di tutta una grande fetta di coraggiosi europei che gli si oppose. Rileggere oggi le sue parole, dopo le immagini dell’invasione di Ceuta da parte di orde di stranieri ben distanti dalla disciplina di quelli che furono i mori franchisti, non può che fornire una chiave di lettura del presente.

Marco Scarsini

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