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Roma, 19 ott – George Soros, che ha costruito una delle più grandi fortune del mondo attraverso una lunga serie di operazioni finanziarie discutibili e spesso discusse, ha trasferito quasi 18 miliardi di dollari a Open Society Foundations, secondo quanto dichiarato da un funzionario stesso della fondazione. Potrebbe apparentemente sembrare l’ennesimo giro di soldi messo in atto dal famigerato speculatore, che centrò il primo successo con una scommessa che di fatto piegò la Banca d’Inghilterra, ma in questo caso ha girato parte del suo patrimonio alla sua fondazione, personale rete “filantropica”.

Soros, celebre sostenitore delle cause progressiste di mezzo mondo, da Hillary Clinton alla legalizzazione delle droghe leggere, ha di fatto effettuato una delle più grandi donazioni mai riscontrate nei confronti di una fondazione, che appunto è la sua. Come intenda in questo caso “promuovere la democrazia e il rispetto dei diritti umani”, mission della Open Society, con progetti e iniziative che coinvolgono circa 120 paesi in tutto il mondo, è un mistero ma al contempo una certezza: destabilizzando e speculando. Da capire quando e dove, quale sia infatti adesso l’operazione che Soros ha in mente. L’87enne finanziatore del Partito Democratico statunitense potrebbe però aver adottato un semplice stratagemma per evadere il fisco. Per minimizzare in parte gli oneri fiscali, i gestori di fondi negli Usa sono infatti chiamati a pagare le tasse entro la fine dell’anno sulle commissioni applicate in fondi offshore, una donazione in beneficenza finalizzata ad abbassare appunto il totale dovuto al fisco non è affatto da escludere.

Soros però ci ha, purtroppo, abituato ad operazioni ben più complesse e ardite. Visto poi che 18 miliardi di dollari rappresentano una fetta consistente del suo patrimonio (che si assesta ufficialmente sui 23 miliardi) che dietro al trasferimento della somma vi sia soltanto un tentativo di aggirare il fisco appare quantomeno strano. Ultimamente il magnate di origini ungheresi si è speso molto per la sponsorizzazione dell’immigrazione e, dulcis in fundo, come riportato dal quotidiano spagnolo La Vanguardia, ha finanziato con 27.049 dollari il consiglio per la diplomazia pubblica della Catalogna. Ennesimo tentativo quindi di sostenere lo spezzettamento dell’Europa sempre con l’occhio puntato alla speculazione? Di sicuro gli equilibri globali sono sempre cari a Soros, ci tiene particolarmente ad agire al fine di destabilizzare, dividere e poi gestire situazioni economicamente favorevoli.

Eugenio Palazzini

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