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Roma, 24 mar – Accade a volte che un evento storico-politico contingente riesca a trascendere la dimensione occasionale delle circostanze di spazio e di tempo sue proprie, per imporsi come manifestazione tangibile di un’idea metastorica già apparsa nel passato e che si proietta verso l’avvenire. È indubbio che certi eventi storici, a prescindere dalla consapevolezza degli stessi protagonisti, costituiscono l’irruzione nella vita dei popoli di verità metafisiche e valoriali assolute. Si perdoni l’enfasi, ma questo è quanto ci sembra che sia accaduto negli ultimi anni con la sorprendente affermazione del movimento politico nazionalista Alba dorata (Χρυσή Αυγή, Chrysi Avgi).
È appena il caso di ricordare che la crisi economica che attualmente sta attanagliando non solo la Grecia, ma anche la nostra Italia, è totalmente ascrivibile all’oligarchia finanziaria che controlla l’Unione europea, la Banca centrale europea (Bce) e le istituzioni monetarie e borsistiche internazionali. Queste forze hanno imposto alla nazione ellenica un piano economico e finanziario che ha definitivamente affossato la crescita del prodotto interno lordo, aggravato ulteriormente la crisi del deficit e del debito greci e conseguentemente accresciuto in misura ancora maggiore il potere ricattatorio degli usurai internazionali sul governo di Atene. Sono le stesse forze che – al fine di creare un «esercito industriale di riserva» in vista di una generalizzata deflazione salariale e compressione dei diritti sociali in Europa, e per scardinare l’unità e l’omogeneità etnica delle nazioni europee, ultimo baluardo della coscienza popolare contro il disegno europeista e mondialista – hanno promosso l’invasione di massa di milioni di immigrati africani e asiatici sul suolo europeo: in Grecia, la sola forza che ha levato la propria voce a difesa degli interessi e della dignità della nazione ellenica è stato il movimento Alba dorata. Il coraggio e la determinazione di questi uomini ha prodotto il miracolo di un movimento nazionalista – sempre osteggiato tanto dalle oligarchie politiche, finanziarie e mediatiche al potere ad Atene e nel mondo, quanto dai provocatori e teppisti dell’estrema sinistra, in realtà utili idioti e lacchè di quelle oligarchie – che nel giro di pochi anni è passato da percentuali modeste al 9,4% (2014) dei consensi dell’elettorato greco.
Come ogni movimento rivoluzionario, Alba dorata si identifica plasticamente con la figura del suo capo, Nicholaos Michaloliakos. Nato nel 1957 e già militare delle forze speciali dell’esercito ellenico, Michaloliakos fu militante in gioventù del Partito del 4 agosto (Κόμμα 4ης Αυγούστου, Komma 4is Avgoustou). Questa formazione, esistita tra il 1965 e il 1977, prendeva il suo nome dal giorno del 1936 in cui avvenne l’instaurazione del regime di Ioannis Metaxas, generale che dal 1936 al 1941 guidò un governo autoritario, nazionalista e sociale in Grecia. A Metaxas va ricondotta la paternità dell’ideale, proprio anche dei nazionalisti greci odierni, della «Terza Civiltà Ellenica» (terza dopo quelle della Grecia classica e di Bisanzio). Incidentalmente, bisogna ricordare che, come nel resto d’Europa, anche in Grecia il periodo tra le due guerre vide una fioritura di partiti e movimenti di ispirazione nazional-rivoluzionaria. Tra questi si ricordino in particolare i seguenti: il Partito dei Liberi Pensatori (Kόμμα των Ελευθεροφρόνων, Komma ton Elefteronsfronon), fondato dal generale Ioannis Metaxas nel 1922 e capace di ottenere il 15,78% dei voti alle elezioni politiche del 1926; l’Unione Nazionale di Grecia (Εθνική Ένωσις Ελλάδος, Ethniki Enosis Ellados) fondata nel 1927 a Salonicco da profughi dell’Asia Minore; il Partito Nazionalsocialista greco (Ελληνικό Εθνικό Σοσιαλιστικό Κόμμα, Elliniko Ethniko Sosialistiko Komma) fondato nel 1932; l’Organizzazione Patriottica Nazionalsocialista (Εθνικο-Σοσιαλιστική Πατριωτική Οργάνωσις, Ethniko-Sosialistiki Patriotiki Organosis) fondata nel 1941 durante l’occupazione italo-tedesca.
Nel 1980, Michaloliakos fondò la rivista Alba dorata, intorno alla quale cominciò a raccogliersi una embrionale comunità politica. Questo gruppo aderì nel 1984 all’Unione Politica Nazionale (Εθνική Πολιτική Ένωσις, Ethniki Politiki Enosis), contribuendo nello stesso anno al miglior risultato elettorale mai ottenuto da questo movimento (2,29% alle elezioni europee). Dal 1985, Michaloliakos organizzò i suoi camerati come Movimento Nazionalista Popolare dell’Alba dorata, registrato nel 1993 come partito politico. Negli anni Novanta e nel primo decennio del XXI secolo, Alba dorata era uno dei tanti piccoli movimenti della scena nazionalista greca. Tra questi movimenti possiamo ricordare: il Fronte Nazionale (Eθνικό Mέτωπο, Ethniko Metopo); il Partito dell’Ellenismo (Κόμμα Ελληνισμού, Komma Ellenismou) e il Fronte Ellenico (Ελληνικό Μέτωπο, Elleniko Metopo), poi confluiti entrambi nel Raggruppamento Popolare Ortodosso nel biennio 2004-2005; la Linea del Fronte (Πρώτη Γραμμή, Proti Grammi), con cui Alba dorata collaborò alle elezioni europee del 1999. Dopo aver collaborato, tra il 2005 e il 2007, con il movimento Alleanza Patriottica, Alba dorata riacquistò la propria autonomia e libertà d’azione, affermandosi sempre più come l’unica e irriducibile forza di opposizione nazionale della Grecia, a discapito soprattutto dei nazional-conservatori del Raggruppamento Popolare Ortodosso (Λαϊκός Ορθόδοξος Συναγερμός, Laikós Orthódoxos Synagermós) che dal 2009 al 2012 sono calati dal 5,63% al 2,9% dei voti.
Il primo vero successo fu il 5,3% ottenuto alle elezioni comunali di Atene del 2010, con l’elezione di Michaloliakos a consigliere comunale. Alle elezioni politiche greche del 6 maggio 2012 Alba dorata conseguì il 6,97% dei voti e 21 seggi, in un contesto di reazione nazionale contro le forze governative che avevano accettato di sottostare alle drastiche e penalizzanti misure finanziarie imposte alla Grecia dall’Unione europea e dal Fondo monetario internazionale (Fmi). L’affermazione di Alba dorata alle elezioni politiche greche del 2012 fu un vero e proprio trionfo della volontà di Alba dorata, ottenuta contro preponderanti forze avverse, eterogenee nella loro natura ma tutte di chiara matrice anti-nazionale. Alle successive elezioni politiche del 17 giugno 2012, ci fu una sostanziale tenuta di Alba dorata che si attestò al 6,92% dei voti con 18 seggi. La reazione dei collaborazionisti anti-ellenici al potere ad Atene non tardò a concretizzarsi, il 28 settembre 2013, con una clamorosa iniziativa della Procura di Atene, a seguito della quale furono spiccati ben 36 mandati di cattura ai danni di Michaloliakos e di altri dirigenti di Alba dorata, sulla base di pretestuose accuse relative all’assassinio di un militante antifascista e a una fantomatica organizzazione eversiva paramilitare costituita all’interno del partito. L’attacco ad Alba dorata, oltre che sul piano giudiziario, fu portato avanti anche con metodi terroristici attraverso varie aggressioni armate alle sedi e ai militanti del partito. Il 1° novembre 2013, un commando armato di mitraglietta uccise i due giovani militanti di Alba dorata Manolis Kapellonis e Yorgos Fundulis e ne ferì gravemente un terzo, Alexandros Gerontas. La strage fu rivendicata dalle Squadre rivoluzionarie popolari combattenti, legate secondo gli inquirenti all’estrema sinistra comunista e anarchica.
Il 2014 fu un anno di grandi successi elettorali per Alba dorata, che ottenne il 9,4% e tre deputati alle elezioni del Parlamento europeo del 25 maggio 2014; il 16,11% alle elezioni comunali di Atene; l’11,1% alle elezioni provinciali dell’Attica e il 9% alle elezioni della Grecia Centrale. La disperata situazione di crisi – in cui aveva gettato il popolo ellenico il commissariamento del governo di Atene da parte della «Trojka» (costituita da Commissione dell’Unione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) – portò a nuove elezioni anticipate il 25 gennaio 2015. Alba dorata ottenne il 6,28% dei voti e 17 seggi, divenendo il terzo partito greco. Il risultato fu addirittura aumentato alle nuove elezioni anticipate del 20 settembre 2015, a seguito delle dimissioni dell’inetto Alexis Tsipras dalla carica di primo ministro. Alba dorata ottiene il 7,09% dei voti e 18 seggi, il miglior risultato dopo il 9,4% delle Europee 2014. Oggi Alexis Tsipras, alla testa del secondo governo, ha definitivamente gettato la maschera conformandosi supinamente e vergognosamente alle direttive di Bruxelles e Francoforte, e devastando socialmente la Grecia con la sua politica di austerità, tagli alla spesa pubblica, nuove tasse, immigrazionismo spinto e misure contro la famiglia tradizionale. Solo Alba dorata si oppone alla disastrosa politica collaborazionista di Tsipras, per l’onore e la libertà dell’Ellade e la sopravvivenza del suo popolo.
Il mondo ellenico, dopo aver lasciato alle nazioni civili l’eredità culturale e spirituale della Grecia classica e di Bisanzio, anche nell’Ottocento è stato antesignano dei grandi movimenti dello spirito europeo. La grande stagione dei risorgimenti nazionali del XIX secolo, preparata dall’elaborazione culturale dei grandi autori del romanticismo europeo e culminata con le riunificazioni italiana e tedesca, si aprì proprio con la gloriosa Guerra d’Indipendenza greca (1821-1832). Il Risorgimento ellenico, continuato per tutto il secolo compreso tra la rivoluzione del 1821 e la fine della Prima guerra mondiale, e a cui contribuirono in varie occasioni anche i nostri volontari garibaldini, era animato dalla dottrina della Grande Idea (Μεγάλη Ιδέα, Megali Idea), ovvero dal progetto di includere tutte le popolazioni greche dei Balcani, dell’Asia Minore, di Creta, di Cipro e dell’Egeo in un grande Stato unitario, con Costantinopoli capitale al posto di Atene. L’interventismo nella Grande Guerra e i nazionalismi europei dei primi due decenni del XX secolo ebbero una delle prove fondamentali nelle Guerre Balcaniche del 1912-13, di cui la Grecia fu protagonista. Anche nel nostro tempo, pertanto, salutiamo la nuova «alba dorata» che dalla Grecia si leva sull’Europa, certi che l’esempio dei patrioti greci è tenuto in altissimo conto dai patrioti italiani ed europei.
Carlo Altoviti



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4 Commenti

  1. Complimenti all’autore per l’individuazione molto chiara delle dinamiche con cui stanno annientando i popoli europei!!

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