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padova centri sociali bambiniPadova, 28 feb – “Qualcuno pensi ai bambini”. Il celebre detto dev’essere stato preso sin troppo alla lettera dai manifestanti dei centri sociali padovani, che addirittura li mettono in prima fila. Un omaggio alla giovane età, un modo per stemperare le tensioni? Non proprio.



L’occasione è il corteo che si è tenuto ieri nella città di Padova, in occasione del quale i centri sociali della città veneta sono scesi in piazza per protestare contro gli undici arresti di altrettanti militanti del “Gramigna”, finiti in manette per occupazione abusiva. La situazione non  sembrava particolarmente tranquilla, con le zone interessate dalla marcia in una sorta di stato d’assedio, agenti in tenuta antisommossa e commercianti che hanno chiuso anzitempo (su suggerimento anche delle forze dell’ordine) per evitare guai alle proprie attività. E lì, ad aprire la manifestazione davanti ai quasi 500 partecipanti giunti in vari pullman da tutto il Nord Italia, ecco i bambini. Quattro giovanissimi schierati in funzione anticarica, per evitare che Polizia e Carabinieri potessero intervenire con le maniere forti. Nonostante le preoccupazioni della vigilia, momenti di tensione non ve ne sono fortunatamente stati, anche se l’episodio della squallida strumentalizzazione rimane.

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2 Commenti

  1. Ora io non devo fare l’avvocato dei centri sociali o il loro difensore, ma visto che il corteo era in risposta agli arresti effettuati per il reato di occupazione (a scopo abitativo),mettere quei bambini avanti serve a dire: “guardate, se noi non avessimo occupato quegli stabili, ora questi bambini non avrebbero un tetto” oppure “volete sbattere in mezzo ad una via pure loro??”. Non ci vuole molto a comprendere invece di inventarsi improbabili ragioni “anticarica”

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