Roma, 11 mag – I vari leader delle istituzioni europee, riuniti a Strasburgo appena due giorni fa per la cerimonia conclusiva della Conferenza sul Futuro dell’Europa, hanno parlato di come l’Ue abbia bisogno di un cambiamento per poter rispondere ai grandi cambiamenti che si stanno verificando in questi tempi, mettendo addirittura in discussione i famigerati trattati che hanno immobilizzato per anni i vari stati membri, Italia in primis. Ma siamo sicuri che una riforma dell’Ue sia la vera soluzione?

L’ipotesi di riformare i trattati Ue

“Il punto è che ci avete detto dove volete che vada questa Europa. E ora spetta a noi prendere la strada più diretta per arrivarci, o usando tutti i limiti che possiamo fare all’interno dei trattati, oppure, sì, cambiando i trattati se necessario“, ha detto il presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen nel suo discorso. Il capo dell’Eliseo Macron ha rincarato la dose: “Essere efficaci significa decidere rapidamente in modo unito, saper investire massicciamente nei posti giusti, non lasciare nessuno sul ciglio della strada, cioè essere europei. Di fronte a questo, dovremo anche riformare i nostri testi, è ovvio. Lo stesso ha proposto inoltre la creazione di una “Comunità politica europea” che “permetterebbe alle nazioni europee democratiche che aderiscono alla nostra base di valori di trovare un nuovo spazio per la cooperazione politica, la sicurezza, la cooperazione energetica”.

La vera rinascita europea

Questo invocare ad un’Europa “indipendente ed efficace”, ad una sovranità europea (che andrebbe in modo naturale a scontrarsi con le strategie americane e della Nato) e all’essere europei, è sicuramente il terreno ideologico su cui le nazioni del continente devono necessariamente giocare nell’immediato futuro. Ma la riflessione ricade sulla costituzione stessa dell’Unione, un’istituzione creata appositamente per rendere l’Europa un satellite Usa e che per sua costituzione non può essere la soluzione per tornare potenza. Quello che serve è uscire da questo sistema democratico-liberale incentrato su di un capitalismo e neoliberismo sfrenato; una revisione dei trattati, se permane questo impianto ideologico, non segnerà nessuna indipendenza e rinascita europea.

Andrea Grieco

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3 Commenti

  1. Chappy è un brano musicale scritto da Riccardo Zara ed inciso da I Cavalieri del Re come sigla dell’anime La maga Chappy. Il brano venne rimaneggiato per tre volte prima di giungere alla versione definitiva; Riccardo Zara mantenne la musica per l’anime Chappy riadattando il testo ma, al telefono con Olimpio Petrossi che gli comunicava le sinossi degli anime su cui comporre i testi, comprese male il sesso del protagonista scambiandolo per un maschio, scrivendo Chappy lo stregone. Una volta compreso l’errore venne realizzata la versione definitiva della sigla.

    https://www.youtube.com/watch?v=K5Aaowz5FqQ

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