Roma, 11 mag — Un autentico racconto dell’orrore quello che arriva da Pavia, dove una coppia di genitori insiani sottoponeva a vessazioni fisiche e psicologiche i due figli: finalmente, arriva la condanna in un’aula di tribunale, dopo anni di indagini, di processo e di raccapriccianti dettagli. La sconcertante vicenda, salita agli onori e agli orrori della cronaca anche grazie alle ricostruzioni offerte dal quotidiano lombardo La Provincia, è una autentica costellazione di abusi, violenze, umiliazioni psicologiche e maltrattamenti di ogni genere.

I genitori indiani frustavano i figli

I due ragazzi, un maschio di sedici anni e una ragazzina di dodici, a causa di un presunto rendimento scolastico non soddisfacente venivano puniti in maniera brutale dai genitori. Il tribunale ha condannato quindi i due genitori violenti a quattro mesi per abuso di mezzi di correzione, con sospensione della pena e ha altresì disposto il risarcimento dei due ragazzi, entrambi parti lese, nella misura di diecimila euro.

Botte e umiliazioni

La ricostruzione che si legge nella sentenza è oggettivamente agghiacciante: i due ragazzi venivano letteralmente frustati con cavi elettrici, percossi con il manico di una scopa, senza contare poi il profluvio di umiliazioni verbali. Senza dubbio alcuno, il reato contestato e la condanna rappresentano una goccia nel mare considerando che una sequela di abusi del genere difficilmente potrà rimarginarsi a breve. Peraltro, come emerso in dibattimento dalle voci dei legali che hanno assistito i due ragazzi indiani, anche il presunto rendimento scolastico che avrebbe scatenato la prolungata furia dei genitori non era assolutamente scadente, tanto che i voti riportati dal ragazzo e dalla ragazza erano sopra la sufficienza.

Ma in piana evidenza la mera sufficienza non era abbastanza per le aspettative malate dei genitori che sono arrivati a tanto, per dare una brutale lezione ai figli. Inizialmente, dopo che i due ragazzi avevano trovato la forza e il coraggio di denunciare i soprusi il capo di imputazione formulato era stato quello di maltrattamenti in famiglia, successivamente riformulato nell’abuso di mezzi di correzione. E per cui ora è arrivata la condanna in tribunale.

Cristina Gauri

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