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Roma, 11 apr – Il Def è stato rinviato, in attesa dell’esito del secondo giro di consultazioni, che parte domani. Intanto però la Commissione speciale sugli atti del governo della Camera da venerdì potrà iniziare ad esaminare i dodici provvedimenti varati dall’esecutivo dimissionario sui quali il Parlamento non si è ancora pronunciato.
Tuttavia all’appello manca ancora proprio il Documento di economia e finanza, che arriverà in commissione quando il testo sarà inviato da Palazzo Chigi e dopo un passaggio in conferenza dei capigruppo.
Ma vediamo come funziona la Commissione speciale. Entro le 16 di oggi i gruppi parlamentari dovranno comunicare alla presidenza della Camera i loro rappresentanti: 14 componenti saranno espressione del Movimento 5 Stelle, 8 della Lega, 7 del Partito democratico, 7 di Forza Italia, 2 di Fratelli d’Italia, uno del Gruppo misto e uno di Liberi e uguali.
La presidenza, con buona pace del Pd che lamenta di esser stato tagliato fuori, dovrebbe andare al capogruppo della Lega Giancarlo Giorgetti. Questo perché alla commissione del Senato il grillino Vito Crimi è stato eletto presidente grazie ai voti del centrodestra. A riprova che al di là delle schermaglie Salvini-Di Maio, in Aula l’intesa Lega-M5S c’è e funziona.
Domani alle 11 si terrà la prima seduta della commissione. Forse non tutti sanno che è “speciale” perché ancora non ci sono le commissioni permanenti che di solito vengono costituite soltanto dopo la formazione del governo.
All’ordine del giorno ci sarà l’elezione del presidente e dell’ufficio di presidenza.
Dodici i provvedimenti che saranno esaminati. Nel dettaglio, si tratta dei testi sui lavoratori marittimi, sulla distribuzione assicurativa, sugli armamenti, sui servizi turistici, sull’uso dei dati del Pnr (il registro dei nomi dei passeggeri) per funzioni di pubblica sicurezza, sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informatici, sulla riduzione degli inquinanti atmosferici, sulle incompatibilità degli amministratori giudiziari, sulla tutela delle aziende sequestrate, sui diritti pensionistici complementari dei lavoratori, sulla organizzazione degli uffici centrali del ministero dell’Interno e sull’impresa sociale.
Nel pacchetto non sono entrate la riforma della legge elettorale (Fratelli d’Italia aveva presentato una proposta per introdurre un premio di maggioranza al fine di garantire la governabilità) e la riforma dell’ordinamento penitenziario (5 Stelle e i partiti della coalizione di centrodestra hanno respinto la proposta del governo). Pertanto se ne occuperanno, quando saranno istituite, le commissioni di competenza.
I lavori della Commissione speciale del Senato partiranno martedì prossimo.
Adolfo Spezzaferro

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