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Mentre alla Camera si discuteva e si approvava il testo sul “consenso libero e attuale”, gli stranieri mietevano altre vittime sul territorio nazionale

by Francesca Totolo
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Stranieri

Roma, 21 nov – Senza “consenso libero e attuale” si configura il reato di violenza sessuale. Lo prevede la proposta di legge approvata dalla Camera all’unanimità lo scorso 19 novembre. Tale testo vede come prima firmataria l’onorevole Laura Boldrini. È passato in Aula grazie a un accordo tra le leader dei due principali partiti di maggioranza e opposizione, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. Tale legge, che modifica l’articolo 609-bis del Codice penale, sembrerebbe più un manifestato ideologico progressista che una svolta a favore delle donne, uno strumento volto unicamente a mostrificare ancora una volta il maschio bianco italiano. Mentre alla Camera si applaudiva unanimemente a tale approvazione, nel Paese reale, gli stranieri continuavano a violentare e molestare giovani donne italiane.

Quasi una violenza su due è perpetrata da stranieri

Attendendo di capire come verrà provato in giudizio il “consenso libero e attuale”, torniamo alla concretezza di ciò che sta avvenendo nella nostra Nazione. Quasi una violenza sessuale su due è commessa dal 9 per cento della popolazione residente in Italia, gli stranieri.

La situazione è, se possibile, ancora più emergenziale, analizzando le statistiche sui minorenni. Nel 2023, il 56 per cento degli arresti e delle denunce per il reato di violenza sessuale ha riguardato stranieri minori.

I dati del Viminale

Come documentato dal rapporto “I giovani e la violenza di genere” del Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale che ha analizzato i dati dal 2020 al 2023, nella fascia d’età compresa tra i 14 e i 34 anni, il 52 per cento degli autori di violenza sessuale aveva un’età compresa tra i 25 e i 34 anni, il 36 per cento tra i 18 e i 24 anni e il 12 per cento tra i 14 e i 17 anni. Il 59 per cento degli autori noti di violenza sessuale era straniero. Gli stranieri di quella fascia d’età rappresentavano il 12 per cento del totale dei residenti in Italia tra i 14 e i 34 anni. Per quanto riguarda la violenza sessuale di gruppo, il 50 per cento degli autori era straniero.

Analizzando le statistiche sulla costrizione o induzione al matrimonio, i casi scoperti in Italia sono passati da 8 nel 2020 a 28 nel 2023. Il 100 per cento degli autori di questo reato è straniero. Nel periodo compreso dal 2020 al 2023, il 68 per cento delle vittime donne tra i 14 e 34 anni di maltrattamenti contro familiari e conviventi era italiana. Mentre gli autori di quella fascia d’età rappresentano il 25 per cento del totale nel 2023. Per quanto riguarda la nazionalità, i responsabili di maltrattamenti stranieri erano il 36 per cento.

Gli ultimi fatti di cronaca

Dall’inizio di novembre, si sono verificate decine di casi riguardanti le cosiddette violenze di genere perpetrate da stranieri, spesso finite solo nelle cronache locali. All’inizio di novembre, a Parma, in pieno centro, una ragazza è stata seguita, molestata e palpeggiata da un branco di giovani stranieri nel tardo pomeriggio. Fortunatamente è riuscita a mettersi al sicuro, entrando nel portone aperto di un condominio: “Mi dicevano di fermarmi. E poi avances, frasi pesanti. Erano in gruppo, puzzavano di alcol e fumo. Mi toccavano. Li avevo a pochi centimetri e a nulla è servito accelerare il passo. Mi hanno seguito per metri, li avevo incollati col fiato sul collo. Sì, ho avuto paura”.

Sempre all’inizio di novembre, a Borgo Panigale, una donna di 50 anni è stata minacciata, picchiata e quasi soffocata da un giovane straniero. Le ha puntato un coltello alla gola, chiedendole soldi, lungo la pista ciclabile che attraversa il parco Nicholas Green: “Non riuscivo a respirare. Ho dovuto liberarmi con tutta la forza che avevo”, ha raccontato la vittima.

I casi di Prato e Padova

Il primo novembre, a Prato, durante un lite, un 48enne cinese ha aggredito la moglie connazionale, quasi amputandole la mano con una mannaia. Durante la stessa giornata, a Bitonto, una ragazza è stata seguita e molestata da uno straniero, descritto come “mulatto, alto e magro”, il quale le ha poi mostrato le parti intime dopo averla raggiunta: “Io amo la mia Bitonto e voglio sentirmi sicura di poter tornare a casa senza sentirmi violata dalla vista di uno spettacolo orrido e volgare”. Il giorno successivo, a Padova, una donna è stata accerchiata da tre giovani magrebini, i quali hanno tentato di rapirle il cane, facendola oggetto di sputi: “Non esco più da sola e se non c’è nessuno che mi può accompagnare, a casa metto dei tappetini assorbenti a terra”.

Un elenco lunghissimo

Il 2 novembre, a bordo di un treno regionale nei pressi di Arcore, la modella brasiliana Stephanie Amaral è stata aggredita e picchiata dal 26enne gambiano clandestino Balde Abdulaye, già destinatario di un foglio di via e con precedenti per reati specifici. Dopo aver visto il volto dell’aggressore in televisione, un’altra donna, la 25enne Ilaria Fancellu, ha raccontato di aver subito una vera e propria persecuzione dal medesimo gambiano: “In un anno ho presentato quattro o cinque denunce, senza contare quelle dei miei familiari, e me lo ritrovavo sempre davanti. Mi chiedo se le cose si possano risolvere solo quando un caso diventa mediatico”. Sempre il 2 novembre, a Milano, una ragazza è stata aggredita da un africano che aveva prima redarguito perché stava urinando sul muro di una chiesa.

Il 4 novembre, dopo essersi presentato all’ospedale San Fermo della Battaglia, un 49enne clandestino iracheno ha palpeggiato due infermiere nelle parti intime, continuando poi a molestarle con gesti e frasi esplicite. La situazione è degenerata quando l’uomo ha chiuso una delle due vittime all’interno di un ufficio. La donna è riuscita a divincolarsi e a fuggire, dando l’allarme. La notte del 4 novembre, a Terranuova Bracciolini, un 42enne tunisino pregiudicato ha aggredito, picchiato e accoltellato al volto una donna sua conoscente, dopo essere entrato nell’abitazione della vittima. L’uomo ha poi cercato di colpire con il coltello anche i carabinieri intervenuti dopo la chiamata della vittima.

Da Cremona a Perugia

Il 5 novembre, a Cremona, uno straniero ha picchiato e minacciato con un coltello la compagna. Lo stesso giorno, a Lucca, una autista è stata minacciata e ferocemente aggredita, anche con una serie di sputi, da un branco di minorenni nordafricani che voleva salire sull’autobus con bottiglie di alcolici. “Puttana, se eri in Tunisia ti avevo già tagliato la gola”, le ha gridato un membro della gang. Sempre il 5 novembre, un 28enne salvadoregno clandestino è stato arrestato perché gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia nei confronti della convivente e dei due figli minori, oltreché di violenza sessuale ai danni della donna.

Il 6 novembre, a Perugia, a bordo di un autobus, un africano ha iniziato a infastidire i passeggeri con comportamenti a sfondo sessuale. L’individuo si toccava i genitali, rivolgendosi ad alcune giovani ragazze presenti. A fronte di queste molestie, alcuni studenti universitari sono intervenuti, invitando l’uomo a calmarsi e a cessare quel comportamento inappropriato. Così l’africano ha aperto la giacca e ha mostrato un coltello. Una volta che l’autobus ha raggiunto la stazione di Fontivegge, la tensione non si è placata. Sceso dal mezzo, l’uomo ha iniziato a pedinare una delle ragazze molestate. La giovane, scortata da uno degli studenti che erano intervenuti in sua difesa, è stata costretta a rifugiarsi al riparo nel minimetrò, dove l’aggressore non ha potuto proseguire l’inseguimento oltre i tornelli perché sprovvisto di biglietto.

L’orco di Bressanone

Il 7 novembre, a Roma, mentre stava facendo colazione in un bar di Monteverde, una donna di 37 anni è stata palpeggiata da un 42enne albanese, il quale è stato bloccato dagli avventori del locale e poi preso in consegna dalle Forze dell’ordine. Tra il 7 e l’8 novembre, in centro a Firenze, una turista panamense di 35 anni è stata violentata da un egiziano di 26 anni e da un marocchino di 32 anni, entrambi con precedenti. Il 9 novembre, a Cantù, appena arrivata per aprire il punto vendita, una commessa di 23 anni è stata aggredita da uno straniero. Dopo averla bloccata, ha tentato di spogliarla e di violentarla. La ragazza si è salvata grazie al tempestivo intervento dei colleghi.

Il 10 novembre, durante un normale controllo a Bressanone, gli agenti hanno scovato un clandestino extracomunitario già segnalato in precedenza per tentativi di adescamento di bambini di 10 anni. Il questore ha poi disposto l’espulsione e il trasferimento dell’orco in un centro di permanenza per i rimpatri. Il 12 novembre, nel centro di Torino, mentre stava passeggiando, una studentessa di 23 anni è stata molestata e palpeggiata da un 30enne bengalese. Ha tentato pure di baciarla, tirandola per i capelli.

Anche durante Italia-Norvegia…

Il 14 novembre, a bordo di un autobus, una studentessa minorenne è stata molestata e palpeggiata da un 22enne richiedente asilo pakistano. Era sbarcato clandestinamente a Lampedusa nel 2024. Il 16 novembre, allo stadio San Siro di Milano, mentre si disputava la partita Italia-Norvegia, una 24enne norvegese è stata molestata e palpeggiata nei bagni da un addetto alle pulizie egiziano di 20 anni, il quale poi è stato denunciato a piede libero. Il 18 novembre, a Lecce, è stato rintracciato e arrestato un 24enne marocchino, accusato di atti persecutori, adescamento e violenza sessuale aggravata. L’uomo avrebbe perseguitato, molestato e palpeggiato per un mese una ragazzina di 16 anni ad Anzio.

Il 19 novembre, a Rieti, è stato arrestato un molestatore seriale nigeriano di 34 anni, il quale avrebbe prima molestata una donna e poi una studentessa. Sebbene siano numerosi, quelli menzionati sono solo i casi finiti sulle cronache locali. L’Italia è un Paese che sta sacrificando migliaia di donne sull’altare dei porti aperti e della società multiculturale.

Francesca Totolo

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