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Il Ddl Cirinnà, il pensiero unico e il fanatismo delle lobby

by La Redazione
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images (4)Roma, 7 mar – Una bugia strumentale. Questa legge, sulla carta, è stata fatta anche per le coppie etero non sposate. Nel Ddl Cirinnà compaiono non le coppie ma, appunto, due singoli che possono unirsi indipendentemente dal sesso. Praticamente, però, questo sembra un dettaglio quasi inesistente ed il tema sembra del tutto ignorato e gli stessi presunti co-protagonisti non hanno fatto una piega sull’andamento della legge. Non sembrano interessati. A rivendicare che non è abbastanza fare le unioni civili, che non è abbastanza senza obbligo di fedeltà, non sono mica le coppie etero.

Obbligo di fedeltà – Nessuno ha evidentemente colto neanche un’altra cosa. L’intenzione ufficiale, appunto, non era quella di istituire i matrimoni gay. Quella di “unioni civili” non è una denominazione scelta tanto per farsi belli con la lingua italiana. Unione civile è, appunto, un’alternativa al matrimonio, la registrazione di una convivenza su base solidale tra due persone la cui dimensione affettiva non deve per forza essere definita nei dettagli. La dimensione affettiva è variabile e non importa al legislatore se non nel momento in cui, tale dimensione, non conduce a chiedere l’ufficializzazione e, di conseguenza, alcuni diritti (discutere dei quali non è interesse di questo intervento). Tutto qui. La dimensione affettiva, a differenza di quella tipicamente familiare, non è oggetto della tutela della legge che, tutela, invece, i due singoli in quanto parte dell’unione, che è cosa ben diversa. L’obbligo di fedeltà, in questo caso, non c’entrava nulla. Ed infatti non compariva neanche nel disegno di legge iniziale. Ciò che infatti rivela poi il contesto confuso in cui è stata fatta e trattata questa legge, senza un minimo di oggettività nei criteri e soltanto sull’onda del sensazionalismo, è quando poi, in riferimento al citato obbligo di fedeltà infine scomparso dal testo finale, grazie ad un “lapsus”, viene fuori l’enorme incomprensione dietro questo voto: l’obbligo di fedeltà “è un retaggio di una visione superata e vetusta del matrimonio”.

Ufficialmente e secondo la stesura e la volontà iniziale, secondo anche un criterio tecnico di analisi, questa non doveva essere una legge sui matrimoni gay. In pratica è stata trattata come tale, considerata come tale col risultato che quella venuta fuori è e non può che essere, in ogni caso, una legge venuta male. Come se l’intera discussione fosse stata fraintesa volutamente da chi intendeva strumentalizzarla per parlare ed ottenere altro. Senza poi voler divagare sulla definizione dell’obbligo di fedeltà nel matrimonio come concezione “vetusta”. Tra l’altro, anche in questo caso, nessuno ha sentito parlare di coppie etero che si siano lamentate della questione. Ma, allora, ci spiegate che le avete messe a fare le coppie etero nella legge? Perché non riuscite a fare a meno di prenderci per il culo? Volevate fare i matrimoni gay ma ragioni di opportunità politica ve lo impedivano? Noi non ci stiamo: abbiate almeno l’onestà di chiamare le cose col loro nome. Anche questo sarebbe democrazia.

L’omofobia uccide, non è un’opinione” – Nel corso della tristissima manifestazione, in cui le lobby (di questo tecnicamente si tratta) e i loro pochissimi fanatici seguaci contestavano il fatto che le unioni civili non siano ancora abbastanza, lo striscione in prima fila recitava: “L’omofobia uccide, non è una opinione”. Ora, a parte l’insensatezza letterale e l’assurdità della frase in sé, sostenere che sia omofoba una legge che riconosce alle coppie gay comunque il diritto di esistere come tali con tutti i vantaggi del caso, tutto può essere tranne che un atto omofobo. E soltanto un fanatico può sostenere il contrario. Ma è in balia di questi fanatici che si trovano le leggi del nostro Parlamento. A creare falsi bisogni, come le adozioni omosessuali e l’utero in affitto, sono queste lobby ideologizzate e fuori dalla realtà – compresa quella omosessuale – che conquistano l’attenzione dei media complici e impongono così l’agenda, riempiendola di finti problemi. E, quel che è peggio, è che frasi come quella in questione evidenziano la pericolosità di un legislatore che prende iniziative politiche per rispondere alle richieste di gente che considera crimine pari all’omicidio il pensarla diversamente da loro su una questione politica.

La libertà di pensiero è più che mai a rischio, con la differenza rispetto ai diversi episodi simili della storia, che a non poter essere espresse saranno le opinioni un tempo considerate ovvie, il normale senso comune. Genitore, madre, padre, genere sessuale. Ad esempio. Pochi giorni dopo l’approvazione della legge, sull’Huffington Post, veniva pubblicato l’intervento di una persona omosessuale, che si diceva scandalizzato dalle reazioni di un suo conoscente, pur solidale e amichevole, in quanto le sue domande sul sesso lasciavano intendere la sua arretratezza nel pensare ancora il sesso in termini di genere sessuale. Pensare che possa esistere qualcuno destinato a dover essere soltanto “passivo” nel rapporto sessuale era considerato inaccettabile. Pensare che anche tra gay la dinamica sessuale rispecchiasse quello uomo/donna-attivo/passivo era considerato scandaloso, il fatto che nel rapporto sessuale etero ci sia un sesso, quello femmine, sessualmente soltanto passivo veniva addirittura considerato violento. Il normale sesso tra due persone eterosessuali era considerato quindi inaccettabile. Essere uomo o donna era, di fatto, considerato inaccettabile. Questo è il livello di censura a cui stiamo arrivando. Sempre con la bandiera arcobaleno in mano, non certo col tanto temuto manganello.

Emmanuel Raffaele

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1 commento

Paolo 9 Marzo 2016 - 4:53

Una società ed una “cultura” totalmente fluide, sono l’ unico mezzo a disposizione di “quelle” determinate Lobby, per tentare di sdoganare la loro normalità…

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