Il Primato Nazionale mensile in edicola

Treviso, 13 dic – Censurato su Facebook per il proprio cognome. E’ quello che è successo al titolare della concessionaria Negro di Treviso, che si è visto bloccare un post sponsorizzato perché ritenuto volgare e offensivo da Facebook.
A renderlo noto è l’agenzia pubblicitaria incaricata di effettuare la sponsorizzazione, che posta proprio sul social network la risposta del colosso di Zuckenberg. “Non sono consentite inserzioni che contengono volgarità, che fanno riferimento alle caratteristiche delle persone che le vedono (ad es. razza, etnia, età, orientamento sessuale, nome) o che le infastidiscono”.
Così la pubblicità è stata rispedita al mittente e la concessionaria Negro si è trovata a guardarsi allo specchio, chiedendosi in cosa avesse sbagliato.  L’errore involontario sta proprio nel nome della concessionaria – ovvero un cognome diffuso in Italia – che ricalca quella che negli Stati Uniti è chiamata “la parola con la N“. Pertanto il nome della concessionaria, per Facebook, è un insulto e non può quindi essere oggetto di inserzione.
Il cognome Negro non è fra l’altro l’unico caduto nella lista “nera” della grande F.: ad esempio il candidato vicentino Della Negra, durante le ultime elezioni comunali, fu censurato sul social.
Deliri del politicamente corretto? Sicuramente, ma anche un fosco presagio. In un futuro non troppo immaginario saremo forse costretti a censurare anche i nostri nomi e cognomi, per non offendere il vocabolario buonista.
Ettore Maltempo

1 commento

Commenta