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Mantova, 13 dic – Nel giugno del 2017 a Sermide e Felonica, comune di appena 7mila abitanti in provincia di Mantova, fu eletta consigliere con il 10% dei voti la giovane Fiamma Negrini, esponente dei Fasci italiani del Lavoro. Il simbolo della lista era formato da un fascio littorio e da una ruota dentata. Ebbene, ora i pm chiedono 20 anni complessivi di reclusione per 9 membri del partito. L’accusa? Nientemeno che ricostituzione del disciolto Partito fascista. È questa la richiesta del procuratore capo di Mantova Manuela Fasolato. La decisione del giudice è attesa per il 22 marzo, al termine della prossima udienza.
A suo tempo fece molto discutere l’elezione dell’allora ventenne Fiamma Negrini, nonché la presenza stessa dei Fasci italiani del Lavoro sulle schede elettorali. In prima fila, ovviamente, accorse subito l’immancabile Laura Boldrini, sempre pronta a occuparsi di questioni che interessano poco o nulla i cittadini. La lista dei Fasci italiani del Lavoro, infatti, era stata presentata già alle elezioni del 2002, 2007 e 2012. Eppure, visti i tempi che correvano due anni fa, tra isterismo antifascista boldriniano e richieste di censura da parte di Emanuele Fiano, è scoppiato il caso. O meglio, si adoperò per farlo scoppiare il giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, segugio di (inesistenti) «trame nere», diffamatore impenitente e autore di libri e ricerchine infarciti di errori marchiani e cialtronate varie.
Si tratta, del resto, dello stesso Berizzi che accese le luci dei riflettori sulla «spiaggia fascista» di Chioggia. Un caso che, però, si chiuse con un nulla di fatto, con grande scorno del cacciatore di taglie Berizzi. L’affare dei Fasci italiani del Lavoro, invece, già al tempo comportò l’allontanamento del funzionario della settima sottocommissione elettorale circondariale di Mantova. Una decisione d’imperio presa dal prefetto di Mantova su commissione dell’allora ministro dell’Interno Marco Minniti, a sua volta pressato da Laura Boldrini. Una brutta storia di isteria, delazione e censura che, se Dio vuole, troverà il suo epilogo il prossimo 22 marzo.
Elena Sempione

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4 Commenti

  1. ma i Francesi che sul proprio passaporto hanno proprio un fascio littorio dorato con ascia centrale, sono anch’essi tutti fascisti ?
    Non sapevo governasse Benny la Francia ma quel damerino di Maccaron…

  2. E queste dovrebbero essere la politica e la magistratura che ci dovrebbero difendere da spacciatori,mafie straniere ed indigene e dal terrorismo islamico…….????? Chiedono 20 anni di carcere per chi non la pensa come loro……..????? Comunistoidi senza dignità,codardi e vili……… nauseabondi. Auguroni. Facile agire in barba alle regole democratiche , sicuri della propria impunità ed intoccabilita’, la casta burocrate autoreferenziale ci tratta come schiavi e sudditi……….la storia ci dice che a volte il popolo si stanca……..la vera storia,non la storiella dei partigiani liberatori,in realtà comunisti vigliacchi ed assassini…….. ignobili.

  3. Penso che oramai anche se è poco “fascista” dirlo, e me ne dolgo, sia improcrastinabile l’esigenza di introdurre la Responsabilità civile per i Magistrati! Ci deve essere la possibilità di mettere sotto giudizio il loro operato, chiedono 20 anni per una fantomatica ricostituzione del disciolto partito fascista ( a proposito, norma costituzionale transitoria che è superata e a mio avviso inapplicabile) mentre cercano continue attenuanti e sconti di pena per assassini conclamati stupratori e sezionatori di corpi! Questa casta “illuminata”, un giorno dovrà pagare per aver contribuito a distruggere la Nazione!
    P.s. il Fascio nel simbolo è repubblicano, non Littorio!

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