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Tra dieci anni gli uomini potranno partorire: ecco come

by La Redazione
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juniorRoma, 6 dic – “La mia ipotesi è che tra cinque, dieci anni o forse prima, anche per gli uomini sarà possibile portare a termine una gravidanza e partorire”. A formulare la provocatoria ipotesi è Karine Chung, direttrice del programma di conservazione della fertilità presso la University of Southern California’s Keck School of Medicine, che insieme ad un gruppo di medici della Cleveland Clinic nell’Ohio, starebbe lavorando alla sperimentazione clinica del trapianto uterino maschile. “Non ci sono così tante differenze tra l’anatomia maschile e quella femminile. Probabilmente qualcuno prima o poi sarà in grado di farlo”, afferma sicura la Chung, che potrebbe fare la felicità così delle tante coppie gay stufe ormai di affittare uteri femminili in giro per il globo.

Certo alcune differenze fisiche tra uomo e donna (grazie a dio, ndr) esistono. Esiste però il modo di “porvi rimedio”. Se è vero infatti che le donne hanno la vascolarizzazione necessaria ad alimentare l’utero con il sangue, legamenti pelvici che permettono di supportare un utero, una vagina e la cervice uterina, al fine di far sperimentare il parto anche ai maschietti, è possibile fissare il ramo di un grande vaso sanguigno, come l’arteria iliaca interna, all’utero trapiantato. Attraverso una terapia ormonale, inoltre, si potrebbe diminuire il testosterone e introdurre progesterone ed estrogeni necessari a preparare l’utero alla gravidanza.

Quindi in sostanza se non sei una donna con i trapianti ricreiamo le caratteristiche fisiche e ormonali tipiche della donna. Ma la vera domanda è: ma perché? L’unica risposta è che nel delirio contemporaneo alla ricerca dei diritti un tanto al kilo, ai tempi della teoria gender, l’urgenza è quella di porre rimedio a questa “grande ingiustizia” che priva l’uomo della gioia del parto. Gioia di cui, noi uomini, facciamo volentieri a meno. Per fortuna verrebbe da dire che il costo abnorme di tali trapianti potrà in qulche modo porre un argine. Secondo la Fondazione Nazionale dei Trapianti, negli Usa i costi per un trapianto sono troppo elevati e vanno dai 25.000 dollari per quello alla cornea fino a un milione e 300mila dollari per quello del cuore. Speriamo che lì dove non arriva il buon senso arrivi almeno il portafogli.

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