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Roma, 28 mar – Chissà se si tratta di un pesce d’aprile. Presto le monetine dei turisti che vengono lanciate nella Fontana di Trevi potrebbero venire assegnate al comune di Roma e non più alla Caritas. Secondo quanto riferisce l’edizione romana del Corriere della Sera il provvedimento dovrebbe entrare in vigore dal primo di aprile. Dalla Caritas non commentano e aspettano l’ufficialità della notizia, probabilmente pensando già a cosa dire di fronte a un caldo di introiti di circa un milione di euro all’anno.
A tanto, infatti, ammonta il gruzzolo che i turisti lanciano a occhi chiusi sul fondo della fontana più famosa al mondo, capolavoro del tardo barocco, dove Anita Ekberg fece il celebre bagno nel film La Dolce Vita. una cifra di tutto rispetto, che il Campidoglio intende devolvere a progetti di assistenza e solidarietà. Ma non solo. L’ordinanza infatti coinvolge, oltre alla Fontana di Trevi, tutti gli altri monumenti a fontana di Roma. La somma totale delle monetine raccolte verrà impiegata nel finanziare progetti di assistenza che comprendono anche la manutenzione del patrimonio artistico della città.
I soldi raccolti fino ad ora erano appannaggio della Caritas, che li utilizzava per i progetti di aiuto ai poveri. Cibo, abiti, ostelli per senzatetto, persino un supermercato dove le famiglie più povere, tra cui tantissimi immigrati, potevano fare la spesa gratis. Presto tutto questo potrebbe finire. O quantomeno essere ridimensionato, perché il Comune di Roma mesi fa, nelle persone del vicesindaco Luca Bergamo e dell’assessore alla Comunità Solidale e scuola Laura Baldassarre, ha chiesto che gli spiccioli raccolti venissero devoluti al Campidoglio per finanziare progetti di solidarietà. Non è ancora chiaro se questo si traduca poi in un parziale finanziamento alla Caritas, che però passerebbe prima dalle casse del comune.
Anna Pedri
 

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4 Commenti

  1. ..dare denaro alla caritas è come finanziare chi ci ”lavora”…ai poveri e senza tetto rimaneva del milione soltanto l’odore lontano, lontanissimo…

  2. direi che è una buona mossa.
    anche senza polemizzare sui bilanci che spesso vedono la quota impiegata in beneficenza da queste organizzazioni largamente minoritaria,rispetto ai costi interni (leggi:stipendi autoerogati)
    la caritas è comunque una ong che utilizza i soldi in giro per il mondo…
    mentre è meglio che la beneficenza di roma ricada sui poveri di roma.
    mi sembra giusto,no?

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