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Roma, 11 gen – Google dovrà versare all’Agenzia delle Entrate tra i 270 e i 280 milioni di euro a causa di alcune irregolarità nel pagamento delle imposte degli ultimi anni. L’accusa contro cinque manager di Google Italy srl e Ireland ltd (si tratta dei legali rappresentanti e dei presidenti che si sono succeduti in cinque anni) è quella di aver omesso di dichiarare in Italia l’Ires, l’imposta sul reddito delle società, dal 2009 al 2013, stesso motivo per cui la procura di Milano ha contestato ad Apple un’evasione fiscale di 879 milioni. Anche nel caso del più famoso motore di ricerca della rete i milioni sottratti alla tassazione italiana e dirottati sulla casa madre irlandese sarebbero stati circa 800, ma la lunga trattativa con il fisco ha portato al maxi sconto.

Secondo l’accusa, dietro la colossale evasione ci sarebbe un disegno preciso, secondo cui la sede italiana della multinazionale avrebbe «dovuto assumere il ruolo di mero consulente di Google Ireland, nell’analisi di mercato e nella ricerca di clienti», riversando così alla sede irlandese «i ricavi provenienti dall’Italia mediante pagamento di royalties a favore della società olandese, priva di dipendenti e struttura organizzativa, la quale versava a sua volta le royalties ricevute alla sede di Dublino, costituita in Irlanda ma con residenza ai fini fiscali alle Bermuda». L’accordo è costato oltre un anno di trattative e ha solo pochi dettagli da limare prima di essere definitivamente ufficializzato.

Stessa cosa successa ad Apple, che aveva versato al Fisco un assegno da 318 milioni di euro, chiudendo senza «contestazioni» il contenzioso. Tutto bene quel che finisce bene, quindi? Non proprio, perché in un Paese dal fisco esoso come quello italiano, questi sconti per centinaia di milioni alle multinazionali sono uno schiaffo ai tanti poveri cristi messi in ginocchio per qualche migliaio di euro, sui quali l’Agenzia delle Entrate si è mostrata molto meno incline alla trattativa. Tanto più che si tratta di colossi non solo pieni di soldi, ma anche con la puzza sotto al naso della superiorità etica: sono i più bravi, i più antirazzisti, i più antisessisti, si vantano della propria «diversità», danno la caccia alle «bufale» e dichiarano guerra alla «post-verità» cattiva che fa vincere Trump… e poi truffano Stati interi per centinaia di milioni? Almeno fate pagare loro fino all’ultimo centesimo.

Roberto Derta

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3 Commenti

  1. Rileggendo oggi i 18 punti di Verona e vedendo cio’ che accade , bhe’ quelle si che pensavano al popolo ed ai lavoratori ed ai poveri altro che……

  2. Dentro casa sto a 13 gradi , sicuramente meglio che stare per strada , ma chi ci pensa agli Italiani senza caldaia e che devono parsimoniare qualche stufetta per non ghiacciare ??!!

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