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MerkelBerlino, 11 gen – Ormai l’espressione si è radicata e imposta nel linguaggio politico della cancelliera Angela Merkel: i tedeschi non sono più “tedeschi”, ma “persone che vivono qui da più tempo” (Menschen, die schon länger hier leben). Non era finora mai successo che un primo ministro espungesse dal suo vocabolario il nome etnico dei suoi cittadini. E così non sentirete mai più pronunciare da Angela la parola “tedeschi”. Troppo razzista, troppo politicamente scorretto. Ormai la lingua popolare – in seguito alla concessione a pioggia della cittadinanza – distingueva tra “Biodeutschen” (tedeschi biologici) e “Passdeutschen” (tedeschi solo per passaporto). Che ci volete fare? Alla fin fine il popolo ignorante e bifolco dovrà pur raccapezzarsi nella Babele teutonica. Soluzione? Semplice: non esistono, o meglio non devono esistere più “tedeschi” in assoluto. Esistono “persone che vivono qui da più tempo” e “persone che sono arrivate qui da poco”.

Il “qui” è importante: la Germania non è più la terra dei Deutschen, ossia di un popolo etnico che condivide una storia e un destino, ma solo un territorio “de-etnicizzato” che, in quanto tale, può finalmente aprirsi all’accoglienza. Ma – per fortuna – non tutti hanno preso bene il nuovo uso linguistico della cancelliera, anzi i più spiritosi hanno iniziato a definire la Germania Hierland, cioè “quilandia”. Ridere per non piangere, insomma.

Questo nuovo vocabolario anti-etnico si inserisce d’altronde in un più ampio processo di “grande sostituzione”. Dall’inizio dell’immigrazione di massa, la Germania ha infatti “accolto” circa un milione di presunti profughi: una cifra enorme. Ma la grande sostituzione è stata addirittura teorizzata dall’ineffabile Wolfgang Schäuble, il ministro delle finanze della Repubblica federale nonché improvvido fautore e pifferaio della tanto famigerata austerity. Ebbene, in un’intervista a Die Zeit dello scorso 8 giugno, Schäuble ha testualmente affermato: «L’isolamento è ciò che ci manderà in rovina e che ci farà degenerare nell’endogamia e nell’incesto (Inzucht). I musulmani in Germania rappresentano per noi una possibilità di arricchimento della nostra apertura e pluralità. Guardate la terza generazione di turchi, anche le donne! È un potenziale enorme e innovativo».

La ricetta di Schäuble sembra quindi essere l’istituzione di Lebensborn aggiornati, in cui tedeschi (ops… persone che vivono qui da più tempo) e musulmani potranno dar vita a una società meticcia in grado di salvare il sangue incestuoso degli indigeni. Quando si tratta di vaneggiamenti autorazzisti, si sa, scandinavi e mitteleuropei sono sempre all’avanguardia. Toccherà presto anche a noi? Cominceranno anche i talebani della globalizzazione nostrani (leggi: giornalisti di Repubblica e Huffington Post) a chiamarci “persone che vivono qui da più tempo”? Forse sì, forse tra non molto tutta l’Europa sarà un’enorme “quilandia”. Tu chiamala se vuoi: estinzione.

Valerio Benedetti

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6 Commenti

  1. I tedeschi erano gia’ pochini ,calcolando cio’ che accadde dal 1945 al 1960 non raccontato dai libri dell obbligo , e si siamo alla ormai definita estinzione voluta ed ottenuta dei popoli europei

  2. il Tedesco è intelligente ma stupido.

    Questo paradosso è ben spiegato in quella barzelletta in cui dei condannati a morte tramite ghigliottina venivano salvati dalla lama che si bloccava a metà corsa per un malfunzionamento.

    Veniva quindi risparmiato un Italiano,un Britannico,un Russo,un Olandese,mentre il Tedesco (ultimo a dovere a subire quella condanna a morte) prendeva appunti e studiava formule sul perchè quella letale lama si bloccasse a poca distanza dal collo dei condannati,salvandoli.

    ad un certo punto proprio quando il penultimo condannato veniva graziato dal blocco dellla lama…il tedesco si alza in piedi di scatto
    ed esclama:

    “ach! fermi tutti ja ! io avere capito perchè lama si blocca !”

  3. ho scoperto che in medicina esiste il « Carcinoma a cellule di Merkel » (per verificare basta andare su google e digitare il nome completo, per l’appunto). È un raro tumore della pelle, molto aggressivo e maligno. Il che porta naturale a pensare all’altra Merkel… non di lei come persona, ma di un pensiero altamente distruttivo che dalla sua politica si espande in tutta Europa, come tante metastasi di un tumore… anzi, di un Carcinoma a cellule di Merkel.

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