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Il nazifascismo, l’ideologia inventata: sarebbe il caso di andare oltre

by Stelio Fergola
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nazifascismo

Roma, 26 apr – Ogni 25 aprile, ma in realtà ad ogni occasione utile allo scopo di ripetere a macchinetta le stesse sciocchezze, viene ripetuto il termine “nazifascismo”, ovvero una delle più clamorose balle mai diffuse dalla storiografia e dalla pubblicistica successiva alla seconda guerra mondiale.

Il nazifascismo non esiste

Sono perfino meno severo di Renzo De Felice, che la riteneva un’invenzione storica tout court, dovuta sostanzialmente alla propaganda di occupazione americana. Se per nazifascismo intendiamo il banalissimo raggruppamento di soldati italiani e tedeschi sul territorio nazionale dopo l’8 settembre 1943 e l’inizio della guerra civile, allora la definizione può avere un senso. Il problema è che la parola viene utilizzata alla stregua di una definizione ideologica, dalla stampa in generale. Mainstream e non, il che rende la questione ancora più grave sotto un profilo culturale. Un paio di anni fa un articolo delirante diffuso da un sito di ispirazione marxista titolava addirittura “Il nazifascismo fu, e sempre sarà, nemico dei lavoratori”. A parte il contenuto delirantre del testo che in questa sede non abbiamo il tempo di approfondire, già il titolo è tutto un programma. Perché definisce il nazifascismo, per l’appunto, come un’ideologia, mentre al massimo esso può avere lo stesso portato ideologico dell’antifascismo, ovvero qualcosa di filosoficamente nullo, dal momento che esso consisteva essenzialmente nell’unione di forze militari in un preciso momento storico (come nel caso del cosiddetto Cln, insomma, ma su sponda opposta).

Ideologie inventate

Il nazifascismo non esiste e non è mai esistito. Come del resto non esiste l’antifascismo. Dovrebbe essere un punto da cui partire. Questo perché la parola “nazifascismo” viene utilizzata generando una sorta di percezione ideologica in chi la legge, laddove non ve n’è la minima traccia. Già paragonare il fascismo al nazismo dovrebbe essere considerato un insulto a chiunque abbia a cuore l’ideologia italiana, ma a parte quello, è proprio la sostanza ad essere completamente mancante. La profondità filosofica e il progetto di costruzione dell’uomo nuovo fascista, anzitutto nella sua ambizione corporativa, hanno esempi paragonabili praticamente solo nel Estado Novo portoghese, ma non certo nel nazismo. Così come l’idea socioeconomica produce elementi simili solo nell’era peronista in Argentina. Insomma, a meno che non ci si riferisca ad espressioni estetiche, ad imitazioni tedesche del modello italiano, la sostanzialità è ben altra cosa. Se esiste il nazifascismo ci si potrebbe inventare agilmente il “fasciocomunismo”, definizione che pure  è stata diffusa, ma come suggestione giornalistica e non certamente ideologica. Ora, si può anche capire la necessità di continuare a raccontare fregnacce per perpetrare il messaggio resistenziale. Ma questa appare decisamente come la più fastidiosa e forse anche stupida.

Stelio Fergola

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