Roma, 11 dic – Natale, per tradizione, è il momento in cui si sta in famiglia. Ecco perché il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, ha annunciato l’invio di una circolare “per sensibilizzare il corpo docente e le scuole affinché vengano diminuiti i compiti per le vacanze di Natale”. Una decisone destinata a far felici non solo gli studenti ma anche le famiglie.
Meno compiti delle vacanze per legge, quindi. E nelle intenzioni del ministro c’è quella di “dare un segnale, perché questi giorni di festa siano un momento di riposo per gli studenti e le famiglie; spero che durante le feste possano stare più insieme e fare altro. A volte, invece, i compiti gravano sugli impegni familiari”.
Che spesso l’esecuzione dei compiti per le vacanze sia una maratona dell’ultimo giorno, o di uno dei pochi giorni non festivi del periodo natalizio è cosa risaputa da genitori e scolari. Spesso, però, gli insegnanti se ne dimenticano e caricano di impegni i ragazzi con il risultato che spesso i compiti vengono copiati, o addirittura non fatti. Molto meglio, quindi, dare meno compiti e assicurarsi che anche nel periodo di vacanze ci si possa ritagliare del tempo per lo studio, senza però impazzire per incastrare i vari impegni della famiglia.
Che i compiti delle vacanze siano molti lo conferma uno studio dell’Ocse, secondo cui gli alunni italiani sono quelli con più compiti tra le mura domestiche. Un impegno richiesto che non corrisponde a un reale rendimento, dal momento che sempre l’Ocse certifica che le competenze degli studenti italiani siano inferiori alla media di tutti i Paesi del mondo.
A favore dell’idea del ministro Bussetti si sono espressi molti pediatri e psicologi, i quali affermano che le feste di Natale devono essere un momento di riposo e che “l’aspetto educativo e formativo in questo periodo dell’anno è costituito dalle radici familiari, collettive e culturali che evoca questa festa, sia dal punto di vista religioso che delle tradizioni del territorio”.
Unica voce fuori dal coro quella dell’Anief, l’Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori, che per bocca del presidente nazionale Marcello Pacifico domanda: “Ministro, perché non si preoccupa dei problemi seri e lascia fare ai docenti il loro lavoro?”.
Anna Pedri
 
 

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