San Germano Vercellese, 6 giu – Un comune in provincia di Vercelli, mesi fa, ha dato il via libera a una delibera che prevede multe per chi “affitta immobili a cooperative o associazioni per l’accoglienza di profughi”. Immediate le polemiche, e infine la reazione del Difensore civico regionale, che chiede l’annullamento di tale delibera. Il sindaco, Michela Rosetta, non ci pensa proprio e afferma: “Se proprio vuole, il Difensore civico può inviare la sua lettera al nuovo Ministro dell’Interno, vediamo poi quale sarà la risposta”. A San Germano, tra l’altro, domenica si voterà per le amministrative e il sindaco è in lizza per rinnovare il suo mandato. Se ne infischia delle accuse di razzismo che le sono piovute addosso dopo che lo scorso mese di agosto aveva deliberato fino a 5mila euro di sanzioni per i privati che avessero affittato immobili a immigrati, a cooperative sociali o associazioni che lavorano per l’accoglienza, senza prima avvertire il Comune stesso.
La richiesta del Difensore civico regionale arriva dopo mesi di polemiche, ma la delibera in questione era già stata approvata dal prefetto e anche l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti non si era espresso in materia, affermando che della cosa avrebbe dovuto occuparsi la magistratura. Il sindaco di San Germano tira dritto per la sua strada, e afferma: “Rimango convinta di quella delibera, il mio compito è difendere il territorio ed è quello che ho fatto. Io tutelo i miei cittadini e non mi interessano i soldi che il Comune potrebbe ricevere dal Governo in cambio di un centro di accoglienza sul territorio”.
Il sindaco sostiene che la decisione è stata presa non contro gli immigrati ma contro le modalità di accoglienza: “Io credo che servano regole in grado di assicurare la dignità a queste persone e permettere loro di integrarsi“. Quando venne approvata la delibera, il primo cittadino spiegò di ritenere “intollerabile che Prefetture, privati, organizzazioni (religiose e non), cooperative ed enti in genere facciano business con il sistema dell’accoglienza fregandosene dell’amministrazione comunale che, suo malgrado, si troverà costretta a gestire enormi problemi quando la grande maggioranza dei richiedenti asilo si scoprirà non avere diritto allo status di profugo, continuando a pesare sulle comunità locali”. Sta di fatto che da quando è entrata in vigore la delibera nessuno ha trasgredito, e a San Germano di profughi o presunti tali non ce ne sono.
Anna Pedri 
 
 

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