Copenaghen, 6 giu – La Danimarca ha annunciato che sta preparando l’allestimento di un campo per gli immigrati che hanno visto respinta la propria richiesta d’asilo. Come riporta il canale Danmarks Radio, il governo danese ha specificato che il campo si troverà al di fuori dei proprio confini, in un «luogo non particolarmente attrattivo», ma comunque su suolo europeo. Il piano per l’allestimento del campo è in fase di discussione con i Paesi interessati e i discorsi sono «già ben avviati», ha dichiarato il premier danese Lars Løkke Rasmussen.
Il primo ministro della Danimarca ha sottolineato che «farà una grande differenza il fatto che il campo non sorgerà nei Paesi preferiti dai richiedenti asilo, ma altrove». L’obiettivo di Rasmussen, infatti, è quello di creare un centro al di fuori dei confini dell’Unione europea dove possano essere presentate le varie domande di asilo. Solo in seguito, qualora la domanda venisse accettata, il profugo interessato potrà mettere piede su suolo danese.
Di fronte al fallimento delle politiche di integrazione, la Danimarca già da qualche tempo ha operato uno stretto giro di vite sull’immigrazione. La situazione, del resto, era diventata drammatica lo scorso autunno con la crisi dei “ghetti etnici”: zone completamente sottratte al controllo dello Stato in cui gli immigrati (in maggioranza islamici) possono fare il bello e il cattivo tempo. Delle oasi di criminalità, insomma. Non stupisce quindi la decisione del governo danese di bloccare i flussi migratori e di allestire un campo per l’accettazione dei richiedenti asilo al di fuori dei propri confini.
Federico Pagi

3 Commenti

  1. la mia non vuole essere affatto una provocazione,ma come abbiamo nostre aziende in Nigeria,non vedo perchè non si potrebbe – ovviamente pagando ma risparmiando mooooolto di più rispetto ad adesso,aprire un grande campo profughi in Nigeria,ove allargando il concetto di extraterritorialità tipico delle ambasciate,potrebbe essere considerato “italia” sotto tutti gli aspetti,campo ove vagliare le domande di aspirante profugo. Sono sicuro che questa cosa scoraggerebbe non solo i Nigeriani a tentare l’avventura italiana(prima popolazione di “profughi” nel nostro Paese) ma anche altre etnie africane o asiatiche (immaginate se si spargesse la voce in Pakistan o Bangladesh di venir mandati in Nigeria per degli anni in attesa di responso,quanti ancora ne giungerebbero…

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