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Roma, 22 set – Un sondaggio pubblicato dal Quotidiano Nazionale rivela che l’89% degli islamici italiani alle prossime elezioni voterà sinistra, estrema sinistra o Movimento Cinque Stelle. Per l’esattezza il 63% dichiara di preferire i partiti di sinistra mentre circa il 26% punta tutto sul movimento di Beppe Grillo. Lo studio a riguardo è stato realizzato da Ipr Marketing tra l’8 e il 15 settembre e riguarda più in generale il grado di integrazione degli islamici nella realtà politica e sociale italiana. Secondo il sondaggio il 36% dichiara di essere pronto a votare Sinistra Italiana, il 20% Partito Democratico e il 7% Articolo 1-Mdp. I partiti di sinistra si assicurerebbero quindi la gran parte dei voti musulmani. Quasi nessun membro della comunità islamica afferma di votare partiti di destra. Un 10% va invece ad unirsi al cosiddetto “popolo dei moderati” rivelando di preferire Forza Italia (sempre che qualcuno sul serio sappia quale sia l’orientamento politico di Fi).

Considerate le posizioni decisamente poco progressiste riguardo a certe tematiche, basti pensare al ruolo della donna, potrebbe per certi versi stupire che gli islamici siano più orientati a sinistra che a destra. Non sono fortemente conservatori? In realtà è evidente che a pesare è soprattutto la politica dell’accoglienza e delle porte aperte, che guarda caso premia proprio i partiti che ne fanno un cavallo di battaglia. Il legame tra immigrazione, religione e politica non è mai stato così rilevante come in questi ultimi mesi. Emerge lampante un dato su tutti: chi straparla di fantastici mondi senza frontiere prende voti da chi usufruisce del mondo senza frontiere, spesso giudicandolo una terra di conquista. Secondo le statistiche oggi in Italia gli islamici residenti sono circa 1,5 milioni (quasi il 3% della popolazione italiana). Inutile dire che lo ius soli, fortemente voluto sempre dai partiti di sinistra, garantirà ancora più voti ai promotori della legge.

Il sondaggio però rivela anche dati più preoccupanti. Secondo il 33% degli intervistati l’Islam deve conquistare tutto l’Occidente, il 38% ritiene che la politica deve essere guidata dalla religione e il 24% pensa che le donne non dovrebbero guidare le automobili (quanto pesi tra gli immigrati islamici la propaganda wahabita dell’unico Paese al mondo che vieta sul serio alle donne di avere la patente, l’Arabia Saudita, è decisamente inutile dirlo). Ma il dato senz’altro più allarmante è questo: addirittura il 28% degli islamici italiani intervistati condivide le ragioni dei terroristi. Tra questi ultimi il 58% è over 50, dato significativo perché palesa come dietro alle simpatie jihadiste non vi sia una questione di mancata integrazione dei giovani di seconda generazione, bensì una vera e propria motivazione ideologica intergenerazionale.

Alessandro Della Guglia

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