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Roma, 21 feb – Paracadutata più lontano possibile da Arezzo, la candida renziana Maria Elena Boschi è candidata a Bolzano. Gli stessi esponenti del Pd locale non sembrano però aver gradito la scelta del partito, anzi l’hanno presa peggio del previsto. A dieci giorni dalle elezioni politiche del 4 marzo infatti, ben 14 esponenti espressione della minoranza che fa riferimento al presidente del consiglio provinciale Roberto Bizzo, hanno annunciato la loro uscita dal Pd. Un nutrito manipolo di dissidenti quindi, tra cui l’assessora bolzanina Monica Franch, l’assessore del comune di Ora Luigi Tava, l’attuale consigliere comunale Mauro Randi e Miriam Canestrini, membro della segreteria provinciale. Divergenze sulle linee programmatiche? Neanche per idea, la questione è molto più semplice e se vogliamo più emblematica: non è stata gradita “la candidatura imposta dall’alto”. Il chiaro riferimento è ovviamente alla Boschi, candidata nel collegio Bolzano-Bassa Atesina.
“Lascio il partito – ha detto Randi – per coerenza. Nonostante l’impegno del segretario provinciale Alessandro Huber ci siamo trovati due candidature paracadutate. E’ una questione di metodo. Sono venuti meno i principi del confronto e del cambiamento per i quali all’epoca ho aderito al Pd”. L’altro candidato non gradito è Gianclaudio Bressa, ma è superfluo specificare che è in particolare la scelta di piazzare la Boschi in Alto Adige che ha provocato la rottura interna. La minoranza ormai ex Pd ha contestato inoltre l’esclusione della deputata uscente Luisa Gnecchi dalle recenti decisioni. Insomma, il partito di Renzi è sempre più diviso, anzi, perde pezzi di continuo.
Alessandro Della Guglia



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3 Commenti

  1. NON LA VUOLE NESSUNO ? BEHHHH —-SE FACCIAMO ALTRO E NON PARLIAMO DI POLITICA … IO LA PRENDEREI VOLENTIERI …

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