Roma, 14 dic – Alla fine, gli Usa la fusione nucleare l’hanno annunciata davvero, dopo le anticipazioni del Washington Post dei giorni scorsi.

Usa e fusione nucleare

Ovviamente, le fonti ufficiali del Dipartimento dell’Enegia Usa spingono sulla fusione nucleare, definita “una svolta storica”, e quindi “un passo che potrebbe rivoluzionare il mondo”. Nella conferenza stampa a Washington, i dirigenti americani non si contengono, parlando con pomposità dell’esperimento avvenuto in un laboratorio della California. Un esperimento che per la prima volta avrebbe prodotto più energia di quella necessaria per innescarla. “Santo Graal” dell’energia, è una metafora che circola già da un paio di giorni. “Il Sole in una stanza” è stata la suggestiva aggiunta. In buona sostanza, 192 fasci laser avrebbero prodotto l’energia in qualche miliardesimo di secondo, nella struttura del Lawrence Livermore National Laboratory, in una camera a vuoto.

Vantaggio geopolitico per gli Usa, nessun vantaggio per le persone comuni (per un bel po’)

Kim Budin, direttrice del laboratorio, ha reso noto che l’esperimento di successo è avvenuto il 5 dicembre scorso. Ma ha anche avvertito che ci vorrà tempo, molto tempo, perché la scoperta abbia dei riflessi industriali concreti. Cinquanta, sessan’tanni? Di meno, a quanto dichiarato. Ma comunque tanto: “Questa è stata una accensione, per una sola volta, di una capsula ma per ottenere l’energia commerciale da fusione c’è bisogno di molte cose. Bisogna essere in grado di produrre molti eventi di innesco per fusione per minuto e bisogna avere un robusto sistema di elementi di trasmissione per realizzarli. Ma con sforzi e investimenti concertati, e alcuni decenni di ricerca sulle tecnologie necessarie, saremo nella posizione di costruire una centrale elettrica”. Per essere sintetici, non prima di una trentina d’anni. Senza contare la tempistica – del tutto curiosa – con la quale gli Usa hanno annunciato la scoperta, in una fase di crisi enegetica globale che lascia pensare soprattutto ai vantaggi geopolitici che essa potrebbe comportare per Washington nel medio termine.

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. La luna nel pozzo made Usa è sempre di moda. Chissà cosa ne dicono a Ginevra? L’energia che ha generato i raggi laser è stata contata nell’ ampliamento di prodotto?
    Per adesso di sicuro ci sarà un ampliamento concreto e continuo di risorse a scapito della collettività. Trentanni sono un furto con destrezza.

  2. Pure Bob Guccione ( sì, quello di Penthouse) finanziava progetti per la fusione negli anni 70-80. Li avete mai visti?
    E quei due idioti che giocavano al “Piccolo chimico” (Pons e quell’altro) che fine hanno fatto?

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