Rieti, 25 ago – “Sono distrutto, mai avrei pensato di vivere da Sindaco l’incendio del DUX, un pezzo importante della nostra identità è andato in fumo“. Alberto Guerrieri, sindaco di Antrodoco, commenta con un lungo post su Facebook l’incendio che ha distrutto e cancellato la scritta DVX sul Monte Giano, l’omaggio a Mussolini realizzato nel 1939 dalla Guardia Forestale considerato patrimonio artistico e monumento naturale. “Un pezzo importante della nostra identità è andato in fumo tra la felicità di alcuni, quelli che telefonano in comune chiedendomi di vergognarmi perché manteniamo un’opera del genere – prosegue Guerrieri – gli stessi che nella loro ipocrisia, nelle loro città passeggiano sui tombini con sopra stampato il fascio, gli stessi che vivono in palazzi razionalisti, gli stessi che comodamente bevono acqua e consumano energia idroelettrica prodotta proprio nei nostri territori grazie alle opere costruite 80 anni fa, oggi saranno contenti”.

Il sindaco di Antrodoco sottolinea il legame tra la scritta DVX e il territorio. “Io no, non sono contento, sconfitto nella battaglia per difendere un monumento nazionale, il frutto del lavoro di tanta gente della mia terra – spiega Guerrieri – un’opera di ingegneria ambientale notevole, un’opera che difendeva il mio paese dal rischio idrogeologico.
Ho dato tutto quello che potevo, mi sono rivolto a tutti, anche alle minoranze, anche ai corpi che non esistono più, ho vegliato la notte insieme ai vigili del fuoco, mi sono continuamente coordinato con la prefettura, con la protezione civile e ho chiesto di essere informato di ogni cambiamento”.

Il sindaco del comune della provincia di Rieti interviene poi in merito alle polemiche sul mancato spegnimento dell’incendio, sull’inadeguatezza dei mezzi a disposizione. “Non cerco giustificazioni: constato solo l’inadeguatezza del sistema, l’ho già detto di fronte ad eventi eccezionali servono impegni eccezionali. Impegni che ho trovato nelle persone che con me si sono confrontate ma che si trovano ad usare strumenti ordinari.
La flotta dei mezzi aerei non basta, gli uomini non bastano, gli strumenti di cui sono dotati non bastano, l’estate non è finita”.

Guerrieri si chiede poi cosa fare ora che un pezzo di storia d’Italia è irrimediabilmente cancellato. “Ora che fare? Bene, dopo un primo smarrimento ora subentra la razionalità: l’incendio non è finito: forse ancora più importante della pineta sono le faggete secolari che la circondano anche quelle ora sono a rischio. Che cosa chiedo: più mezzi, più uomini e più strumenti, non per Antrodoco ma per l’Italia che non merita tutto questo: non li abbiamo noi? si chiedano agli altri paesi europei. Antrodoco ora è a rischio idrogeologico molto più di prima, serve immediatamente un’altra pineta che trattenga le acque di scolo durante l’inverno come serve immediatamente una verifica della stabilità dei pendii e delle rocce. Un appello poi a moderare i toni anche e soprattutto su chi oggi porta il peso di quanto accaduto, a prescindere da quello che accadrà nei tribunali, non chiedo comprensione ma vicinanza ed umanità”.

Davide Romano

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