Roma, 12 set – Ve li immaginate Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che, nel pieno della battaglia contro Cosa nostra, trovano il tempo di mandare migliaia di messaggi in cui implorano ai loro amici, di firmare una petizione per far disegnare il proprio volto su un muro della stazione di Palermo? Ve lo immaginate Peppino Impastato che, tra una minaccia e l’altra di Tano Badalamenti, si mette a contare e a pubblicare ogni giorno gli aggiornamenti numerici sulle firme in favore di un suo murale, paragonando la cifra agli abitanti dei comuni italiani? Tipo “avanti amici, siamo a 22 mila firme, tante quanti gli abitanti di Isernia, presto la mia faccia tornerà sulla parete di una scuola di Cinisi”.

L’egocentrismo spaventoso di Federica Angeli

Io sono sicuro che non ve li immaginate. E questo dà la misura della serietà delle “battaglie” di Federica Angeli. La giornalista di Repubblica oggi festeggia in maniera smodata, con un post dai toni trionfalistici e decine di “retweet” in suo favore, la notizia dello stanziamento dei fondi necessari da parte della Regione Lazio per il ripristino del suo volto sul “murale della legalità” a Ostia. Da quando il 18 luglio scorso il suo volto era sparito dal muro della stazione Lido Nord (per decisione della giunta M5S arrivata dopo le proteste di Luca Marsella di CasaPound), per la Angeli il ripristino del suo volto tra quello degli “eroi della legalità” è diventato una ossessione. Se non ci credete fatevi un giro sulla sua pagina Facebook per constatare come la quasi totalità dei post faccia riferimento alla “battaglia” per schiaffare nuovamente il suo faccione sul muro di Ostia.

Amici stalkerizzati e ossessione per i numeri


Federica Angeli ha così lanciato una petizione su Change.org iniziando a stalkerizzare chiunque. Pubblichiamo qui la richiesta inoltrata a Chiara Giannini, dove la Angeli implora di firmare la petizione. 

Poi il 24 luglio arriva la notizia che la presidente pentastellata del X Municipio, Giuliana Di Pillo, ha dato il via libera per lo stanziamento dei fondi necessari a realizzare il volto della Angeli su un nuovo muro. La cronista di Repubblica esulta e scrive “abbiamo vinto!”, alla fine a lei basta che venga celebrata in qualche modo la sua figura. Il giorno successivo però, il curatore del murale le fa notare che sarebbe meglio che il suo volto fosse ripristinato sul muro originale. E così la Angeli ci ripensa, mette nel cassetto i canti di vittoria e prosegue nella battaglia che cambierà le sorti dell’Italia: mettere il suo faccione sulla stazione della metro di Ostia.

Dal 25 luglio in poi la Angeli sui suoi social aggiorna quasi quotidianamente sull’andamento della petizione, contando ossessivamente i numeri e paragonandoli ad alcune città italiane: “siamo a 23 mila firme come gli abitanti di Monsummano Terme”, “ora 28 mila come gli abitanti di Novi Ligure”, “altre 250 firme e siamo agli abitanti di Cernusco Sul Naviglio” e via avanti con Lucera, Fermo, Riccione etc. Non è uno scherzo, inseriamo qui le foto dell’improbabile conteggio.

I post sulla petizione proseguono per tutto il mese di agosto, con un’accelerazione negli ultimi giorni in cui inizia il conto alla rovescia social in attesa dell’11 settembre, giorno fatidico in cui la Regione Lazio avrebbe stanziato i fondi. Fino all’esultanza di oggi dove scrive, sempre con sobrietà e impersonalità, “uno schiaffo alla Ponzio Di Pillo Pilato del 5S che aveva bloccato tutto. E uno a #Spadapound”. E così l’eroina dell’antimafia dei nostri giorni sembra vincere la sua battaglia più importante, quella per la celebrazione di se stessa. Questi sono i tempi che ci troviamo a vivere. Sarebbe interessante chiedere il parere di un medico, per capire se un protagonismo così smodato, ossessivo, con esplosioni di rabbia preoccupanti, possa rappresentare una qualche patologia. 

Davide Di Stefano

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